Gli approcci teorici in sessuologia clinica





La sessuologia clinica è una scienza che si avvale dell'apporto di diversi paradigmi teorici.

Teorie biologiche - Queste teorie partono dal presupposto che lo stimolo sessuale (o istinto) è necessario per permettere ad una specie animale di riprodursi ed ogni specie ha una sua precisa modalità di comportamento, definito specie-specifica. In altri termini la sessualità NON sarebbe un bisogno fondamentale dell'individuo, ma lo è ai tini riproduttivi, per la continuazione della specie.

Teorie psicologico/relazionali - In questa ottica la sessualità è intesa come un importante aspetto che regola molti rapporti interpersonali ed ha un forte impatto sui differenti ruoli sociali. Ciò significa che i comportamenti sono influenzati dal ruolo che una persona ha. Per esempio nel cortegglamento esistono ruoli diversi in base al sesso di una persona. Su un piano sociale assume molta importanza il messaggio sessuale di tipo secondario, in altre parole tutti quei segnali che sono dati senza un coinvolgimento diretto della persona. Un esempio può essere l'abbigliamento che, non a caso, assume tanta importanza sociale. Comunemente esiste nei rapporti sociali un atteggiamento sessuale, che, a sua volta, influenzano e modificano le comunicazioni interpersonali.
Teorie clinico/comportamentali - Questa branchia di teorie studia il grado di soddisfacimento sessuale di una persona, l'espressione del sé e l'auto-realizzazione personale. Secondo questa logica un soggetto si crea una priorità secondo questi tre aspetti, di cui però uno (o più) sarà l'aspetto fondamentale. In base alle priorità scelte quindi non è detto che, per esempio, il fatto di non avere una soddisfazione sessuale sia prioritario.Da un punto di vista clinico la sessualità è legata al sé, oppure viene proiettata al partner. Da un punto di vista comportamentale, la componente sessuale è costantemente presente nella propria esistenza e va spesso osservata anche in base alla cultura dominante in una certa area geografica e valutata anche in modo storico, seguendo quelle che sono le tradizioni cui la persona è legata. Ciò equivale a dire che esistono delle pulsioni interne che sviluppano l'interesse verso il sesso, che devono tenere conto delle tradizioni, della morale, l'etnia e la religione cui una persona appartiene, poichè, parlando di società, non è pensabile che una persona sia svincolata da questi insegnamenti.
Teorie sociali - Queste teorie, simili alle precedenti, partono dal presupposto che la sessualità sta un elemento che permette la continuazione di una società, interessandosi, in particolar modo, ai modelli di accudimento infantile, dei ruoli sociali e dei rapporti sociali. L'importanza in questo caso è dato non più dal come si sviluppa la sessualità, ma dal COME è strutturata la sessualità all'interno di una società, poiché ogni società ruota attorno al concetto di dimorfismo sessuale, come un meccanismo strutturante su cui una società, fra le cose, si fonda.
Teorie antropologiche/culturali - Queste teorie guardano alla sessualità come ad una concezione del mondo. In questi contesti interessa analizzare, studiare ed osservare le differenze nei comportamenti e nei significati sessuali. Secondo queste teorie, esistono di fatto grandi differenze interculturali nei significati e nei comportamenti sessuali messi in atto, in altre parole non si può capire un comportamento se non in riferimento al suo contesto culturale e sociale.Queste teorie sono quelle che, del resto, si interessano dei condizionamenti culturali, per esempio lo studio dei pregiudizi o la xenofobia, poiché sono proprio questi condizionamenti a guidare e pilotare intere masse di popolazioni, nel bene o nel male.
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Storia della sessuologia clinica





La storia della sessuologia può essere suddivisa in tre periodi.

 :a. Periodo prescientificoComprende i numerosi secoli che precedettero la rivoluzione galileiana, quando il pensiero magico prevaleva su quello sperimentale. Non è possibile tuttavia parlare di scritti sessuologici veri e propri, relativamente a questo periodo, ma di spunti o riflessioni sulla sessualità, della quale i medici evidenziavano soprattutto gli aspetti legati alla riproduzione, alla contraccezione, alle disfunzioni sessuali ecc. ed i filosofi quelli relativi al piacere e all'amore.Fra i numerosi esempi di questi scritti possiamo ricordare gli studi di Ippocrate sul funzionamento del corpo umano, il libro del poeta romano Ovidio, che nella sua Arte di amare, offrì un trattato sull'amore e la seduzione, il dotto indiano Mallanga Vatsayana che scrisse il "Kama Sutra", il manuale per eccellenza sulla vita amorosa e sessuale. Nel Medio Evo furono soprattutto gli studiosi islamici ed ebrei a continuare la tradizione scientifica e medica greca, che preservarono ed estesero la conoscenza sessuologica presente nell'antichità. Essi furono Ar-Razi (Rhases), Ibn Sina (Avicenna), Ibn Ruschd (Averroes), Maimonides ed altri meno conosciuti. In Cina venne scritto il testo classico sulla sessualità, dal titolo "Su-Nui-Jing".Nel Rinascimento ricordiamo gli scritti di Leonardo da Vinci, il quale è stato forse il primo a rappresentare uno spaccato anatomico del rapporto sessuale, pur riproponendo le incomplete conoscenze dell'epoca. Dello stesso periodo Gabriele Falloppio (nato a Modena nel 1523) che scoprì le tube (tube di Falloppio).b. Periodo pre-scientifico sessuologicoVa dagli anni della rivoluzione galileiana all'inizio del 1900 e presenta una ricca produzione di scritti medici e scientifici. Ne ricordiamo i più importanti:Nel 1642 il medico J.B. Sinibaldus pubblicò il testo "Genanthropoeia" che trattava di anatomia sessuale e stimolazione erotica;Nel 1677 Anton van Leeuwenhoek vide al microscopio, per la prima volta, una cellula di sperma umano;Nel 1735 il botanico svedese Karl von Linné introdusse il suo "methodus sexualis" ovvero un sistema di classificazione nel quale le piante venivano elencate secondo il carattere e il numero delle loro strutture riproduttive. Il sistema (ora obsoleto) impressionò molto gli studiosi del tempo, ma fu attaccato dai moralisti perché ritenuto osceno. (Dio non poteva aver pensato alla natura nei termini descritti dal botanico).Nel 1760 il medico di Losanna Samuel Tissot, con il suo libro "Onanismo" parlò dei problemi della masturbazione, creando non poco allarmismo sull'argomento, che durerà per almeno altri 150 anni.Nel 1762 Jean-Jacques Rousseau, nel libro "Émile" chiese che i bambini e gli adolescenti venissero preservati dalla sessualità e potessero rimanere il più a lungo possibile nella loro naturale innocenza.Nel 1782 l'inglese Mary Wollstonecraft,pubblicò il libro "Vindication of the Rights of Woman", per richiedere la parità dei sessi nella vita sociale e familiare.Il medico John Hunter parlò invece di terapia sessuale nel capitolo 'Sull'impotenza ' nel libro "Treatise of the Venereal Disease".In particolare va ricordato il lavoro più importante di Richard von Krafft-Ebing, Psychopathia Sexualis (1896) una pietra miliare nello studio delle problematiche e le deviazioni sessuali, comprendente 238 casi clinici. Krafft-Ebing credeva che le perversioni dell'istinto sessuale avessero una base genetica.Nel 1837 venne pubblicato a Parigi il primo studio approfondito sulla prostituzione: di A. J. P. Parent- Duchatelet, "De la prostitution de la ville de Paris".Nel 1865 nella città di Brno (Repubblica Ceca) il religioso Gregor Mendel scoprì le leggi dell'ereditarietà.Nel 1865 lo scrittore austro-ungarico Karoly Maria Kertbeny (orig. Benkert), coniò la parola 'omosessualità' in un pamphlet anonimo indirizzato al Ministro della Giustizia prussiano.Nel 1872 il medico e antropologo italiano Paolo Mantegazza pubblicò un libro in tre volumi sulle questioni sessuali, dal titolo "Trilogia dell' amore" (Igiene, Fisiologia e Antropologia dell'Amore)Nel 1896 lo studioso inglese Havelock Ellis pubblicò i suoi "Studies in the Psychology of Sex" (ultimo volume nel 1928). I suoi libri vennero censurati e pubblicati nella traduzione in lingua tedesca. Il maggiore contributo alla sessuologia del tempo fu però quello di Sigmund Freud. Dedicato allo studio della sessualità è il libro Tre Saggi sulla Sessualità pubblicato nel 1905. La sua teoria della sessualità era basata sull'idea che la pulsione sessuale fosse la prima fonte di energia motivazionale negli esseri umani e che la sua repressione portasse alla nevrosi ed alla perversione.c. Periodo scientifico sessuologicoIl termine "sessuologia" nasce ad opera di un dermatologo-venereologo, Iwan Bloch, il quale introdusse nell'ambiente scientifico il termine sessuologia e ne definì l'oggetto, affermando che la nuova disciplina doveva dedicarsi allo studio della 'vita d'amore' . Tra gli anni venti del secolo scorso e gli anni quaranta e cinquanta, nacque la moderna scienza sessuologica, basata non tanto sul comportamento dei soggetti criminali, studiati fino a quel momento, ma sui comportamenti sessuali delle persone "normali".Nel 1938, Alfred C Kinsey, professore di zoologia, iniziò ad occuparsi di un corso sul matrimonio presso la Indiana University. Da qui l'interesse per la ricerca sceintifica sull'argomento: egli collezionò 18,000 casi clinici. Nel 1947 fu creato il Kinsey Institute, affiliato alla Indiana University. Kinsey pubblicò i libri Sexual behaviour in the Human Male (1948) e Sexual behaviour in the Human Female (1953).Più recentemente, John William Money (1921-2006), ricercatore, pediatra, psico-endocrinologo e co-fondatore della Gender Identity Clinic presso il Johns Hopkins, ha definito i ruoli di genere e di identità, basandosi sul suo lavoro con soggetti omosessuali e transessuali. E' stato tra i più accesi fautori della nascita della Society for the Scientific Study of Sexuality e della sua rivista scientifica, The Journal of Sex Research.La sessuologia oggiOggi la scienza sessuologica ha meglio chiarito l'obiettivo del suo contributo alla comunità scientifica, che è quello di operare in senso preventivo, terapeutico e riabilitativo, allo scopo di realizzare e mantenere la salute sessuale.Tuttavia bisogna osservare che la complessità dei comportamenti legati alla sessualità ha chiavi di lettura molto diverse (anatomofisiologica, psicologica, sociologica etc.) che costringono il sessuologo alla interdisciplinarità, ovvero al ricorso a diverse fonti di conoscenza; per questo è difficile parlare in un linguaggio univoco di 'sessuologia'. Ogni scienza infatti è innanzi tutto un linguaggio con il quale viene espresso un insieme di conoscenze in maniera che esse siano confrontabili, trasmissibili, esaminabili, comunicabili, e dunque ciascuno specialista o studioso del sesso espone le proprie conoscenze secondo criteri di protocollarità che gli sono propri e il suo linguaggio è inevitabilmente legato alla sua scienza. Lo psicologo che parla di impotenza maschile associa tale termine alla rappresentazione mentale di un soggetto sofferente per la compromissione della propria virilità, per l'inadeguatezza del proprio ruolo di uomo, per l'impossibilità di strutturare una relazione sessuale soddisfacente, per la ferita narcisistica con la quale si deve confrontare, per i fantasmi di castrazione etc. Al contrario un andrologo, nel trattare lo stesso tema, lo associa alla mancanza di erezione, ai disturbi circolatori, endocrini, neurologici che possono sostenerla, alla necessità di un esame obiettivo, ai dosaggi ormonali etc. Qualche professionista in verità subisce il fascino dell'onnipotenza operativa, per cui si convince di poter sostenere nello stesso tempo il ruolo di medico, di psicologo, di sociologo etc. In questo modo si nega la pluridimensionalità di un evento clinico e si assolutizza la propria competenza specialistica accentuando la dicotomia fra organico e psichico, fra scuole endocrinologiche e chirurgiche, comportamentiste e psicoanalitiche. La pratica clinica invece ha di fatto suggerito il lavoro in équipe dove i diversi apporti specialistici vengono coordinati al fine di ottenere una dimensione globale della situazione studiata, salvaguardando la specificità degli interventi.Lo stesso fenomeno sessuale può e deve essere dunque letto con strumenti e metodi diversi, che lo suddividono in tante conoscenze e linguaggi diversi, anche se complementari, che purtroppo non consentono un'immediata lettura unitaria. Per questo la sessuologia trova grandi difficoltà a divenire una vera e propria scienza.
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Benvenuto/a nel blog dedicato al mio progetto Sessuologia Cagliari.


Utilizzare il blog come strumento di lavoro in psicologia e sessuologia clinica rappresenta una grande sfida.
Da esperto mi sono chiesto: Perchè usarlo? E mi sono dato queste risposte.
Viviamo in un’epoca dove le persone sono continuamente bombardate da messaggi, diretti o indiretti, sulla sessualità. L'Istituto Internazionale di Sessuologia Clinica ha rilevato una crescente richiesta di consulenza sessuologica negli ultimi cinque anni: le persone sono confuse, hanno bisogno di chiedere, le informazioni che ricevono sono distorte ... si parla di transessuali, di tradimento, ma anche di altre tematiche legate alla sessualità in maniera confusa. Si soffre per un problema sessuale, si soffre per un problema di coppia...
Cresce l’ansia da prestazione nei più giovani, si richiede il Viagra per “doparsi” perché l’uomo deve essere una “macchina”, le donne discutono di sesso al bar come in Sex and the city, poi a casa, sotto le lenzuola, sprofondano nella più totale ansia e depressione a causa di un disturbo del desiderio, un disturbo dell’eccitazione, un disturbo da dolore sessuale e la coppia inizia ad allargare lo spazio....ed ecco che può presentarsi il tradimento.

Altri vivono ossessionati dalle immagini pornografiche o restano imprigionati in pratiche sessuali dalle quali non sanno proprio come uscirne. C’è anche chi soffre di una malattia cronica, come il diabete, e non ha mai ricevuto una consulenza per le problematiche sessuali legate alla malattia, negli uomini la disfunzione erettile, nelle donne i problemi da dolore sessuale. Quando parlare di sessualità con i propri figli? Questi sono solo alcuni quesiti che da esperto tenterò di trattare in questo spazio.

La sessualità è una sfera importantissima della vita di ogni essere umano e non è solo il rapporto sessuale! E' gioco, relazione, comunicazione, scambio di piacere, momento privilegiato dell'intimità, è il risultato di ciò che si è vissuto. E' da questi elementi che si organizza la dimensione emozionale ed affettiva della sessualità individuale e di coppia.

Il sesso, da gioioso sta diventando problematico, diventa ossessione, diventa problema, si riduce a “rapporto sessuale”…. è svuotato di significato.
Questo spazio nasce per avvicinare le persone alla conoscenza delle principali problematiche sessuali, i loro risvolti psicologici e le principali modalità di intervento individuale e di coppia in sessuologia clinica. Nel sito ci sarà spazio per critiche, commenti, richieste alle quali tenterò di rispondere con articoli, riflessioni, iniziative. Un problema sessuale è un modo di comunicare qualcosa a sé stessi, al mondo, al partner.

C’è tutta una vita in un’ora d’amore
(H. De Balzac)


Dott. Antonio Dessì

(Cliccando sulla mia foto è possibile accedere alle informazioni sulla mia formazione, attività professionale, clinica e di ricerca).





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