Nel cuore della donna: La menopausa




La menopausa mette fine alle  tempeste ormonali di un ciclo della vita della donna. Una serie di cambiamenti sul piano biologico, psicologico e sociale segnalano la conclusione del periodo fertile. Spesso la donna in menopausa non sa come e cosa è difficile accettare in questo periodo della sua vita. Quali sono le implicazioni psicologico-relazionali e sociali della manopausa?

Forse il segreto della bellezza è l’amore per la propria persona
[Sigmund Freud]

Nella vita di ogni donna la menopausa segna il passaggio dagli anni fertili ad un nuovo stadio della vita.
In ginecologia si parla di menopausa quando la produzione di estrogeni da parte delle ovaie comincia gradualmente a diminuire. Ne consegue che gli ovociti non vengono più rilasciati dalle ovaie stesse. Questi eventi portano alla cessazione del ciclo mestruale.
Durante la menopausa compaiono sintomi di vario genere come irregolarità mestruali, tensione premestruale, irritabilità, ansia, tristezza, vampate di calore, disturbi del sonno che nel loro insieme costituiscono la sindrome perimenopausale o climaterica.

La menopausa è generalmente preceduta da un periodo denominato pre-menopausa della durata media di circa 3 anni ed è seguita da una post-menopausa della durata media di circa 7 anni; l’intero periodo prende il nome di climaterio.

In questa fase della vita della donna si manifestano una serie di disturbi tipici che costituiscono la sindrome menopausale.

  • La prima fase del climaterio inizia intorno ai 45 anni (per alcune poco prima). Le prime manifestazioni sono rappresentate da irregolarità nel ciclo mestruale, che sono identificabili dalle variazioni di flusso (più intenso o al contrario più ridotto). In questo periodo si possono presentare diversi sintomi quali le vampate, gli sbalzi d’umore, le sudorazioni notturne.

  • Si può parlare di menopausa nella seconda fase, la quale è contrassegnata dalla cessazione delle mestruazioni per 12 mesi consecutivi. Generalmente l'età media è di 51-52 anni.
E' molto importante ricordare che la menopausa può verificarsi come evento naturale/fisiologico, ma anche come conseguenza della rimozione chirurgica delle ovaie (annessiectomia) o di patologie o procedure mediche/farmacologiche (menopausa iatrogena).

"L'orologio mensile mi ricordava di essere donna. Ora tutto è finito tutto. Dottore, è solo ora che ci penso. Credo di non aver mai accettato la menopausa. Non mi sento più una donna".
Così, con occhi lucidi, inizia il racconto di Maria, una donna di 52 anni, in menopausa da 2 anni.

Nel 1978 uno studioso di nome Erikson ha preso in esame gli eventi che rappresentano tappe fondamentali nel processo di costruzione dell'identità femminile. Il climaterio (e la menopausa) rappresenta uno degli stadi critici della vita della donna dove l'interazione tra fattori biologici, culturali e individuali minaccia l'equilibrio precedentemente raggiunto. I momenti di crisi come quello che descrive Maria richiedono una ristrutturazione dell'identità femminile che dovrà necessariamente formarsi su nuovi equilibri e fondarsi su nuove basi.
La donna che attraversa il periodo del climaterio o che è già in menopausa attraversa una fase di modificazioni in cui spesso il vissuto prevalente è costituito dalla perdita della fertilità e dell’avvenenza fisica... ma non solo.
Da un  punto di vista psicologico la menopausa spesso rappresenta un momento di fine di un'epoca creativa, positiva, ricca di possibilità e di futuro, in cui la donna si sente soggetto possibile di scelte desiderate e promettenti, dove gli affetti, i sentimenti e le emozioni promettono un mondo gioioso... e potenzialmente carico di frutti

La menopausa rappresenta il momento del bilancio, il momento di inventario, una tappa dell'identità femminile in cui la donna si rimette in discussione a partire dalle sue esperienze passate, felici o fallimentari, dalle sue prospettive e speranze che potrebbero esservi nel futuro.


Le donne in menopausa spesso riconoscono il bisogno e la necessità di un intervento volto al raggiungimento di un nuovo equilibrio psicologico e sessuale.

Il rapporto con il proprio corpo che cambia, la percezione di distanza rispetto alle nuove generazioni di donne, il rapporto con il proprio partner sono solo alcune degli aspetti che in menopausa necessitano di una ridefinizione e di un'accurata disamina.
Spesso in menopausa la donna incontra difficoltà anche sul piano sessuale: la carenza di estrogeni può influire negativamente sulla funzione sessuale sia per quanto riguarda le alterazioni del tono dell’umore e la libido, sia localmente rendendo meno elastica e lubrificata la mucosa vaginale.
Il disagio o il dolore provato durante il rapporto può contribuire significativamente al calo del desiderio sessuale e sortire effetti di evitamento della sessalità. Una problematica sul piano biologico, come per esempio la carenza di estrogeni, può avere delle ripercussioni sulla vita sessuale di coppia.  

La consulenza psicologica e sessuologica in menopausa diventa un utile strumento per la donna che necessita di  raggiungere un nuovo adattamento per vivere serenamente questa fase del ciclo di vita, trovando nuovi pilastri sui quali consolidare e ristrutturare la propria identità femminile.




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Gelosia vuol dire amore?



Un po' di rabbia, un quarto di ossessione, un pizzico di paura di perdere la persona amata: questa è solo una delle tante ricette per un cocktail di gelosia da confezionare per la propria coppia. La ricetta del cocktail gelosia ha tante varianti: quando diventa una pozione tossica?

Tutte le storie d'amore che iniziano, portano con sè anche la possibilità di una conclusione. La persona amata spesso viene identificata come fonte di ogni felicità: questa condizione di fragilità espone al bisogno e alla dipendenza dall'altro e in alcune persone questo è il substrato che favorisce il sortire di difese ostili e di risentimento per considerare l'altro come oggetto e l'impossibilità di viverlo come persona.

Carlo e Marco stanno assieme da quasi un anno. La loro storia inizia nel momento in cui Marco interrompe la relazione che durava da 3 anni con Antonello. Carlo chiede da subito a Marco di non vedere mai più Antonello. Marco ha accettato questo compromesso, ciononostante Carlo è convinto che Marco e Antonello si vedano segretamente.

L'inizio della storia tra Carlo e Marco sembrerebbe animata dai migliori propositi. Dopo qualche mese le richieste diventano altre: Marco non può uscire con i suoi amici, non può trattenersi 15 miinuti in più con un collega dopo il lavoro. La situazione diventa insostenibile quando a Marco viene proposto un corso di aggiornamento di 3 giorni in una capitale europea. "Ha rinunciato per amore"...

Maria è coniugata da 4 anni con Luca. Da diversi mesi è dubbiosa circa il rapporto tra suo marito e la collega di lavoro, Elisabetta. La mattina esce di casa per vedere se si reca subito a lavoro: Luca  varca tra le 8.40 e le 8.45 il cancello del luogo dove lavora tutti i giorni. La sera, prima di andare a letto, Luca fa la doccia: è quello il momento in cui Maria inizia ad indagare sulla rubrica del cellulare, sul registro chiamate ricevute ed inviate, sui messaggi ricevuti ed inviati... e non risparmia neanche l'indagine sulla sezione bozze. Ha un ulteriore obiettivo da portare a termine: scoprire la password della mail di Luca.

Maria non sa ancora che tutto questo non sarà sufficiente per sedare la sua angoscia.

Carlo e Maria sono solo un esempio di soggetti che sperimentano il sentimento di gelosia patologico. Sono vittime di dinamiche composite nelle relazioni amorose che utilizzano strategie come l'inganno, la gelosia e in generale dimensioni che complessivamente sottendono una forza distruttiva e che spesso conducono alla rovina proprio di quei rapporti che si considera siano i più importanti. Carlo e Maria hanno bisogno di possedere, di controllare e vivono con l’angosciante paura di perdere la persona amata.

Il comportamento della persona alimentata da tali emozioni può essere variabile: alcune forme di gelosia hanno una qualità pungente, istantanea, che si manifesta come un giudizio improvviso. Altre, come nel caso di Maria, sembrano meditate, assumono forma di incessabili ruminazioni ossessive e comportano un'inquietudine ancora più profonda. La gelosia in questo caso spalanca la porta ai demoni interiori e spinge a comportamenti aggressivi ed ostili che hanno origine proprio nell’istinto di proprietà, nel desiderio di possesso esclusivo della persona ritenuta amata che si ha paura di perdere. E' proprio la paura di soffrire una perdita che innesca delle reazioni di rabbia e ostilità, spesso incontrollabili.
Spesso la persona gelosa è estremamente sensibile, ma soltanto ai suoi bisogni: "Guarda quante cose faccio per te mentre tu mi sei infedele!".

La gelosia svela la fragilità del soggetto geloso che soffre per l'incapacità di elaborare l'eventuale perdita dell'essere amato. La gelosia così descritta è frutto di un amore possessivo che assorbe e divora gli spazi dell'altro/a in una brama di controllo totale.

Murray Bowen, illustre professore e psichiatra alla Georgetown University scomparso nel 1990, descriveva così la gelosia:  “La gelosia non è altro che sentirsi soli contro i nemici che ti deridono”. La gelosia di cui parla il professore è sempre patologica e rappresenta un momento in cui la paura mette in moto le dimensioni dell'aggressività: è questo il momento in cui l'individuo geloso può trasformarsi in aggressore e questa è forse la causa più frequente dei delitti passionali che riempiono le pagine della cronaca nera.

 Le relazioni amorose espongono costantemente alla possibilità di una conlusione. Nessuna relazione, nessuna situazione può essere un punto fermo per sempre. Vivere pienamente le relazioni amorose aiuta a crescere e maturare con esse e abbandonando l'idea che siano  un punto fermo immutabile ed eterno. Comprendere il significato della propria possessività e riuscire a concepire l’altro come una persona e non come un oggetto rappresenta un traguardo indispensabile per l'unione di una coppia e per la crescita di un autentico sentimento di affetto libero dalle catene della possessività
 
 
 
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Intossicati dalle prestazioni sessuali



Fallire durante un rapporto sessuale con la propria/o partner è un'esperienza spesso emotivamente insostenibile. E' proprio questo il momento in cui diversi uomini invocano il potere magico delle Sex pills, farmaci che con qualche decina di euro restituiscono il controllo sui propri genitali e liberano il medico dall'imbarazzo di affrontare assieme al paziente un'attenta disamina delle componenti fisiche e psicologico-relazionali che hanno portato al manifestarsi del disagio in ambito sessuale.
Giacomo è un ragazzo di 28 anni. Da circa 3 anni ha interrotto una relazione con Giovanna che durava da qualche anno. I loro rapporti sessuali erano per loro soddisfacenti in termini di qualità e quantità. Da qualche mese Giacomo ha iniziato a frequentare nuove partners e ha conosciuto Marta, con la quale ha iniziato a sperimentare una difficoltà di erezione. I continui fallimenti hanno portato Giacomo ad evitare ogni possibilità di scambio sessuale con Marta: il sabato sera quando rientrano lui teme che lei lo inviti a salire in casa per il timore di sperimentare nuovamente le difficoltà della fase eccitatoria della sua risposta sessuale. Preso dallo sconforto si rivolge al medico di base che con un sorriso e una pacca sulle spalle gli dice: "Ma su, non si disperi, prenda queste pillole e vedrà che andrà forte la prossima volta!".  Giacomo, alimentato da un vortice di angoscia e frustrazione decide di prenderle. Ottiene il rapporto sessuale, ma con l'andare del tempo nota che il problema non è stato risolto e che quando non prende il farmaco il problema si ripresenta.

Giacomo è solo uno dei tanti uomini che preso dallo sconforto per una problematica sessuale ha iniziato a cercare una soluzione per risolvere il proprio problema sessuale. Qual'è la prima soluzione "pensabile"?
Una pillola magica che risolva tutto in tempi brevissimi (possibilmente entro il prossimo rapporto sessuale).E' proprio in questi momenti che si ha bisogno di credere che, come per magia, una pillola (in questo caso una Sex Pill) possa risolvere tutti i problemi.

Carlo, 31 anni, soffre di eiaculazione precoce da un anno e mezzo. La situazione sta diventando insostenibile e dolorosa per lui e per la sua partner. "Prenda questo farmaco. E' un antidepressivo vedrà che le farà bene e avrà meno ansia durante il rapporto sessuale".  Il problema non si è risolto. Luisa sta decidendo di interrompere questa relazione.

Credere negli effetti miracolosi di una sostanza è un evento radicato nella storia dell'essere umano. Sono tanti gli studi di antropologia che hanno messo in evidenza come già all'epoca di Neanderthal le "droghe magiche" fossero utilizzate per recare conforto al dolore degli esseri umani e al dolore dell'anima.

Nella società moderna i poteri magici dei farmaci per l'anima è millantato anche nel trattamento delle problematiche sessuali. E' più semplice pensare di poter risolvere tutto con una pillola piuttosto che impegnarsi in un percorso integrato che assieme alla valutazione sul piano biologico preveda un'accurata disamina degli aspetti relazionali e psicologici delle disfunzionalità in ambito sessuale. Nessuna pillola prescritta dopo 5 minuti di colloquio può restituire una sessualità piena e gratificante.


Perchè vengono prescritti così facilmente Viagra, Cialis,
o antidepressivi nel trattamento delle disfunzioni sessuali?

Spesso i medici che prescrivono il Viagra al primo evento di disfunzione erettile sono animati dalle migliori intenzioni e mirano a fornire subito una soluzione al paziente e rendere loro il controllo dei propri genitali. Allo stesso tempo, per il medico non adeguatamente preparato nella consulenza sessuologica, fornire subito un farmaco rappresenta un modo per evitare di entrare nello specifico delle emozioni che il paziente porta sulla sofferenza sul piano sessuale.

La sessualità non è una semplice questione di genitali. Giacomo, Carlo e Luisa, e tanti altri, hanno sentito il bisogno di approfondire il disagio sessuale individuale e di coppia e di non fermarsi al semplice utilizzo di un farmaco che magicamente risolverà la disfunzione erettile, l'eiaculazione precoce e risveglierà il desiderio sessuale di coppia.

I farmaci per il trattamento delle disfunzioni sessuali, specie la disfunzione erettile, sono un buon rimedio nei casi in cui sia presente una componente organica che giustifica il disturbo. Anche in questo caso però è opportuno affrontare la problematica pensando l’intervento clinico sulla sessualità in maniera integrata. Le più recenti ricerche sull'efficacia dei trattamenti sessuologici hanno messo in evidenza come approcci che rispettano un’impostazione di tipo psicosomatico e somatopsichico siano più efficaci.

Questo significa che in sessuologia clinica i sintomi sessuali hanno un’eziologia multicausale che non può essere ridotta né alle dinamiche intrapsichiche individuali né all’interazione di coppia o al semplice multifunzionamento di un organo; una visione psicosomatica e somatopsichica contestualizzata è l’unica possibilità di comprensione autentica di una manifestazione così complessa. A tal riguardo la clinica sessuologica deve prendere in considerazione il rapporto corpo-mente, individuo-coppia nello specifico contesto socioculturale.

Un approccio integrato alle problematiche sessuali offre nuove possibilità terapeutiche: farmaci, consulenza sessuologica, interventi psicoterapeutici ad orientamento psicodinamico, cognitivo-comportamentale, sistemico-relazionale, breve-strategico, mansioni e tecniche di rilassamento: un intervento efficace che si adatta alle esigenze della persona più che ai principi di un determinato modello.

Prescrivere un farmaco con l'obiettivo di eliminare subito il sintomo significa non considerare che il sintomo sessuale va oltre l'aspetto genitale, e che un paziente che sperimenta una disfunzione erettile, o l'eiaculazione precoce o altre disfunzioni sessuali non può ridursi ad essere trattato come se fosse un "organo genitale" perchè in realtà "non è un organo genitale". E' una persona che sperimenta un sintomo in un contesto di emozioni, sentimenti ed affetti che vanno compresi, accolti ed elaborati. Solo così anche la prescrizione di un farmaco (quando necessaria) può rappresentare un valido strumento che l'andrologo, assieme al sessuologo e al paziente utilizzano per allearsi nella risoluzione del problema sessuale.


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Pillole per la coppia




Il pensare divide, il sentire unisce
(Ezra Pound)
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