Amore infedele: il tradimento nella coppia (I parte)



Da esperto in sessuologia clinica, ma sopratutto da studioso del comportamento umano in questi giorni mi sto interrogando sulle possibili variabili che si snodano attorno al fenomeno tradimento. Da una decina di giorni diversi Lettori del blog mi hanno scritto al servizio SexoPost@ con gli interrogativi più vari circa l'effetto di questa mossa relazionale nel rapporto di coppia: dalla richiesta di descrivere gli indicatori per scoprire e smascherare il partner presunto traditore, alle motivazioni che portano al tradimento, a come gestirne la dolorosa scoperta.
 La scoperta di una relazione extraconiugale o della famosa "scappatella" di uno dei partner porta inevitabilmente un bagaglio di sofferenza nel partner tradito e spesso sensi di colpa e frustrazione nel partner che ha tradito.

Matteo* è un ragazzo di 29 anni. Ha una relazione da 4 anni con Maria. Matteo richiede una consulenza sessuologica con la richiesta di ripristinare il desiderio sessuale nei confronti di Maria. Matteo riferisce che, nonostante Maria sia una ragazza brillante e attraente,  ha perso interesse nell'intimità  e da qualche mese non hanno nessun rapporto sessuale.
Matteo desidera un telecomando per il suo desiderio sessuale...
Solo dopo qualche incontro Matteo, con aria gelida e sorridente afferma: "Mi sono fatto una scappatella con Luisa, la mia collega di lavoro. Non voglio lasciare Maria e non voglio che lei sappia niente. Voglio solo ripristinare il desiderio sessuale nei suoi confronti".

Negli anni '90 una studiosa di nome Brown cercò di fornire delle spiegazioni sul fenomeno tradimento ed in particolare cercando di svelare il messaggio che il tradimento porta alla coppia e singolarmente ad ognuno dei partner. 
Nell'immaginario collettivo il traditore è un uomo giovane, impiegato, che esce la mattina in giacca e cravatta per recarsi a lavoro e che rientra la sera in ritardo perchè "Ho fatto tardi in palestra", "Mi sono fermato a parlare con un collega e ho tardato un pochino..".
Matteo è un ragazzo semplice, il classico ragazzo della porta accanto, gentile e disponibile, ma che ha imparato a parlare della sua coppia con il linguaggio del tradimento ad una Maria, brillante e  perfetta, che nella chaise-longue del suo salotto guarda  nella sua Tv  il film di  una coppia "normale" con qualche difficoltà sessuale.

Un tradimento può riparare o distruggere un rapporto di coppia. Difficile pensarne  un effetto benefico: ogni partner attribuisce all'altro degli atteggiamenti irrazionali, la comunicazione diventa contorta e incomprensibile, l'altro viene percepito come un estraneo in quanto "quel comportamento" così insolito e inspiegabile lo si vorrebbe cancellare e non considerare tra le possibilità comportamentali del proprio partner.
Il tradimento non ha nessun pregiudizio e può colpire chiunque: giovani, ricchi, poveri,  persino alcune donne in menopausa che  contrariamente al pensare comune proprio in questo momento del loro ciclo di vita, libere dalle preoccupazioni di una sessualità riproduttiva, sentono di vivere un nuovo momento della loro sessualità. 

La Brown ha classificato i tradimenti come riparativi o distruttivi in base al messaggio che si cela dietro l'evento e che i partner spesso non riescono a comunicare in maniera esplicita:

" Hai poca attenzione ed interesse per me! ora te la faccio vedere io"

"Mi hai stufato, non ti sopporto più"

"Non riesco a lasciarti, pertanto ti tradisco con la speranza che tu prima o poi lo scopra"

e tanti altri...

La relazione tra Matteo e Maria rappresenta una tipologia di tradimento di una coppia che evita il conflitto. La coppia che evita il conflitto spesso è composta da partner, uno dei quali si lamenta delle poche attenzioni, affettive e sessuali, che riceve e l'altro appare come il "deviante". Il tradimento arriva per uscire da un'aria asfissiante di "controllata amabilità", proprio come il film che viene trasmesso nella tv privata di Maria. Il traditore di questa tipologia di coppia è generalmente il partner con più alti livelli di insoddisfazione percepita. Coppie come Maria e Matteo non hanno imparato ad esprimere e risolvere i conflitti. Spesso un percorso psicosessuologico aiuta a capire che il tradimento, nelle coppie che evitano il conflitto, e che vivono in un clima soave dove tutto è dipinto come tranquillo e sereno, è una mossa relazionale (come una mossa di scacchi) che uno dei partner utilizza per ottenere l'attenzione dell'altro (Maria che guarda la tv..). Spesso i partner di questa tipologia di coppia sono stati educati sin da piccoli  a considerare il conflitto, i litigi e le discussioni, solo nella loro componente distruttiva e sperimentano difficoltà a vederne gli aspetti costruttivi.

(Continua nei prossimi giorni..)









* Nome e riferimenti di fantasia




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Sessuologia Cagliari parteciperà al progetto Paperblog



Il settore Comunicazione Paperblog Italia ha ufficialmente invitato Sessuologia Cagliari Blog a partecipare ad un nuovo progetto. Paperblog è un nuovo media partecipativo di informazione che verrà lanciato ufficialmente a inizio Aprile. L'obiettivo del gruppo Paperblog è che il maggior numero di lettori possibile possa aver accesso a un sempre maggior numero di articoli di qualità. Gli articoli di  Sessuologia Cagliari Blog verranno inseriti nella rubrica Sessualità del portale internet http://it.paperblog.com/
Ringrazio tutti i miei lettori che continuano a scrivermi, a chiedere approfondimenti, a mettersi in gioco e che ogni giorno con centinaia di visite contribuiscono a rendere sempre più stimolante questa avventura.
Ringrazio Paperblog Italia per aver scelto Sessuologia Cagliari Blog come mezzo di comunicazione di qualità per i contenuti inerenti agli argomenti sulla sessualità. Grazie a tutti...

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Affrontare il vaginismo: le emozioni del partner (II parte)



La tradizione classica ha spesso analizzato il vaginismo come un disturbo fobico o legato all'angoscia della donna davanti alle esperienze sessuali. I più moderni approcci in sessuologia clinica, come la Terapia Breve Sessuale o Sex Therapy considerano, tra i vari elementi, la qualità, intensità e caratteristiche delle emozioni, comportamenti e stili comunicativi dei partners, elementi che ad un attenta analisi contribuiscono al mantenimento delle difficoltà sessuali che si manifestano con il vaginismo, di cui la donna è portatrice. 

Diverse donne che richiedono una consultazione sessuologica sono convinte che una disfunzione sessuale femminile come il vaginismo e il dolore ai rapporti sessuali (la dispareunia) siano causate da eventi traumatici legati ad esperienze sessuali di violazioni personali e in generale a violenze subite che la coscienza avrebbe rimosso.
Concentrarsi su un evento traumatico è tipico di alcune tipologie di approcci psicoterapeutici. La terapia breve sessuale integrata, senza nulla togliere  al significato profondo che questi eventi drammatici rappresentano nella vita di una donna, considera questi eventi, ma si concentra a restituire la giusta importanza anche a tutte quelle condizioni apparentemente meno eclatanti ma, certamente, più diffuse in cui il malessere (comunicativo, di intimità sessuale..) alla base del disturbo è sostenuto: stili comunicativi disfunzionali, scarsa capacità a costruire un'intimità sessuale, presenza di disfunzioni sessuali nel partner, che a causa del vaginismo e della conseguente mpossibilità di penetrazione passano inosservati.
Come nella maggior parte delle disfunzioni sessuali anche il vaginismo è sostenuto da un circolo vizioso, spesso attivato dalla paura che l'episodio doloroso si ripeta: questo impedisce alla donna di rilassarsi e agevolare la penetrazione. L'approccio sessuologico breve integrato affronta il vaginismo utilizzando un ottica sistemica, ovvero prende in considerazione il partner sia nella fase diagnostica, sia, quando è possibile, nella fase di trattamento (gli interventi psicosessuologici con la coppia e la collaborazione del partner garantiscono migliori risultati rispetto a terapie individuali più lunghe o basate sulla ricerca dell'evento traumatico).

Spesso i partner di donne vaginismiche negano le loro emozioni di rabbia,  frustrazione e lo stress associato a vivere in una relazione di coppia senza rapporti sessuali. Questo contribuisce ad inserire la donna vaginismica in un sistema di pensieri, opinioni, emozioni non verbalizzate che la imprigionano in una gabbia di dolore, frustrazione e senso di inadeguatezza. Spesso nelle coppie dove è presente una donna con vaginismo, i partner manifestano molte difficoltà a parlare della loro situazione.

Quali sono le principali emozioni che non vengono espresse?

L'uomo ferito:   L'uomo ferito è una tipologia di partner che cova sentimenti di rabbia ed impotenza che non riesce ad elaborare. Marco, 36 anni, impiegato:  "Devo ammettere di non essere un marito ideale e gentile. Sono stato così arrabbiato per la situazione, in collera con le persone che diversamente da noi possono avere rapporti sessuali. Mi fa impazzire quando mia moglie mi respinge. Quando mi rendo conto che lo spasmo non è volontario smetto di prendermela con lei; ciononostante mi sento ancora arrabbiato dentro ".

Il finto-sentimentale:  L'uomo finto-sentimentale non si concentra sulla cdifficoltà di oppia e sulla situazione da gestire ma continua a piangersi addosso per ciò che non ottiene e pensa di non meritare. La principale difficoltà è legata all'incapacità di gestire la frustrazione del fallimento nei rapporti sessuali.  Antonello, 29 anni: "Sto cercando di capire la situazione dal punto di vista di Maria e delle sue difficoltà. Ma, a me chi ci pensa? Anche io ho dei sentimenti!!! Sto chiedendo troppo? "

Il bell'addormentato nel bosco - Il bell'addormentato nel bosco è una tipologia di partner che spesso arriva al matrimonio vergine e che cade in totale confusione quando ai tentativi di rapporto sessuale si manifesta il vaginismo della partner. Alessio, 26 anni: "Dottore non capisco più niente! Ho sempre pensato che la mia prima notte di nozze sarebbe stata la notte più bella della mia vita e poi ... niente. E' un anno che proviamo ad avere rapporti sessuali e non ci riusciamo. I medici dicono che non c'è niente di sbagliato con mia moglie. Cosa possiamo fare? "

Circa il 35%  dei partner di donne vaginismiche (secondo gli ultimi studi presentati all'ultimo congresso dell'European Federation of Sexology) presentano problematiche sessuali quali difficoltà a mantenere l’erezione o eiaculazione precoce:  spesso questi sintomi esprimono l’ansia di penetrare e la paura di far male alla compagna, già così spaventata dal vaginismo.
Se il vaginismo non viene affrontato il conflitto di coppia è spesso uno dei possibili esiti che i partner utilizzano per "affrontare" il problema. Spesso può succedere che i partner decidano di dormire in letti separati. 


(Continua nei prossimi giorni...)

 Leggi la prima parte di questo articolo Affrontare il vaginismo: le emozioni del partner (I parte)
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Affrontare il vaginismo: le emozioni del partner




Le problematiche dovute all'impossibilità di penetrazione vaginale durante i rapporti sessuali, meglio note come vaginismo, hanno inevitabilmente degli effetti sul vissuto emotivo di entrambi i partners e sulla qualità della relazione di coppia. Scrivo questo articolo in risposta alle decine di richieste da parte di uomini che vivono una relazione di coppia con donne che soffrono di vaginismo.

Anche se è la donna che sperimenta gli effetti e le conseguenze più acute e dirette dovute al vaginismo, l'evitamento della sessualità, lo spasmo involontario della vagina e la contrattura dell'ostio vaginale che spesso si verificano alla sola idea di una possibilità reale di essere penetrata, l'impossibilità di potersi aprire ad un rapporto sessuale di coppia è certamente fonte di frustrazione per entrambi i membri di una coppia di amanti. Le risposte emotive dei partners che si sperimentano davanti alle emozioni provenienti dal fallimento di un rapporto sessuale sono tra le più varie ed ogni caso necessita di essere esaminato e compreso nella sua unicità. Prima che una donna, o una coppia arrivi a consultazione presso un sessuologo clinico, passano settimane, mesi e anni di comportamenti e azioni che contribuiscono ad alimentare la spirale emotiva dei rapporti sessuali insoddisfacenti e promuovono il vaginismo di cui le partner sono portatrici. Tutte le soluzioni che vengono tentate dai due partner, incluse le reazioni emotive dei partners, aiutano ad alimentare il disturbo e minano l'equilibrio della relazione di coppia.
Le reazioni emotive degli uomini davanti all'impossibilità di portare a termine un rapporto sessuale con  le proprie partners impenetrabili è spesso di impotenza, impossibilità di gestire e controllare la situazione, di colpa per desiderare un rapporto sessuale, ma anche di rabbia, risentimento e paura di dover rompere la relazione.

Quali sono le reazioni più tipiche dei partner di donne vaginismiche?

Il rifiutato-  L'uomo che si sente rifiutato  interpreta la contrazione dell'ostio vaginale della propria partner (dovuto al vaginismo, e pertanto involontario e senza controllo) come rifiuto e minaccia alla propria identità come uomo e amante.
Carlo è un impiegato di 42 anni che arriva a consultazione a causa delle sue difficoltà con Laura, sua moglie. Da quasi 3 anni, e a seguito della nascita di loro figlio Luca di 2 anni,  non riescono ad avere rapporti sessuali: "La sua vagina, quando mi avvicino e tento di avere un rapporto sessuale diventa dura ed impenetrabile". Prima della comparsa del sintomo Carlo e Laura hanno avuto rapporti sessuali per loro soffisfacenti. Carlo è confuso e non capisce cosa sia successo: "Sono stanco di essere rifiutato sessualmente. Cosa c'è di sbagliato in me rispetto a prima? Perchè Laura non appena mi avvicino inizia a preoccuparsi e rimane fredda? C'è qualcosa di sbagliato in me, non sono più attraente come prima."

L'empatico:  L'empatico è un uomo che si "mette nei panni" della propria partner e la protegge dalle emozioni devastanti che la coppia dovrebbe affrontare. Giovanni, 26 anni ha una relazione da due anni con Giulia, brillante studentessa universitaria: "Giulia starebbe veramente male se parlassimo di questo problema con qualche coppia di amici. Io sto tanto male per lei e penso che tutto questo sia veramente doloroso. Giulia cerca di non parlare del problema ed anche io cerco di non avere pretese sessuali, ma ora mi rendo conto che  l'impossibilità di avere rapporti problema sta facendo male ad entrambi. Mi dispiace per Giulia,  ma mi creda, non so proprio cosa fare"

L'egoista pentito:  L'egoista pentito è un uomo che arriva a sentirsi in colpa di desiderare la propria donna. Luca ha 33 anni ed è coniugato con Luisa, di 30. "Mi sento così colpevole.. eccitarmi e voler avere un rapporto sessuale con Luisa mi sta facendo sentire perverso...io lo so quanto è doloroso per lei, e non dovrei chiederlo. Dottore, non riesco più a guardare Luisa in faccia mentre tentiamo il rapporto sessuale, lei è così sofferente.. e lo vedo che lei fa di tutto per me per sopportare il dolore. Io la desidero e mi eccito quando penso di avere un rapporto con lei. Sono un egoista, non riesco a controllare l'erezione e le faccio pesare questo problema".

Luca, Giovanni e Carlo  è importante che capiscano che il vaginismo delle loro partner non è un evento causato volontariamente per evitare il sesso. Lo spasmo involontario dei muscoli pubococcigei e dell'ostio vaginale è una reazione inconsapevole, automatica e involontaria che avviene senza controllo o intenzione. Luisa, Giulia e Laura hanno pensato ceramente al rapporto sessuale con i loro partners, ma quando questa possibilità diviene possibile e i loro partner iniziano ad intraprendere un'attività sessuale (preliminari, baci, carezze..) avviene corto circuito: l'esito è la contrazione vaginale.

Non tutti gli uomini di donne vaginismiche sono comprensivi...

(Continua nei prossimi giorni)

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**Avviso bloggers**



Informo tutti i lettori di questo blog che desiderano ricevere informazioni, suggerire approfondimenti o anche solo inviarmi un commento in maniera privata di farlo utilizzando il seguente indirizzo di posta elettronica:
sessuologiacagliari@tiscali.it  indicando un indirizzo email.  Ho ricevuto diverse  richieste a cui non ho potuto rispondere in quanto sprovviste di un recapito email di riferimento.
Comunico inoltre che il numero di cellulare è un'utenza telefonica professionale non abilitata alla ricezione di SMS.
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Autoerotismo femminile: tabù o segreto?



Masturbazione femminile: non se ne parla!  Ma le donne la praticano o no? Numerose ricerche in sessuologia clinica hanno riscontrato che le donne che si dedicano all'autoerotismo hanno una vita sessuale molto più attiva e soddisfacente e raggiungono più facilmente l'orgasmo rispetto a quelle che non la praticano. Tante donne vivono l'autoerotismo come una zona d'ombra dell'erotismo femminile carica di sentimenti di colpa e vergogna. Masturbarsi quando si è sole non significa per forza compensare una mancanza di rapporti sessuali.
Molte donne che non riescono a raggiungere l'orgasmo con il proprio partner spesso condividono l'esperienza  di non essersi mai masturbate. 

Luisa* ha 54 anni e richiede una consulenza sessuologica per una problematica di anorgasmia.
"Quando avevo 11 anni sentivo e notavo i cambiamenti che stavano avvenendo nel mio corpo. Avevo voglia di uscire con le mie amiche, e flirtare.... Mio padre spesso mi puniva se rientravo più tardi, se uscivo in compagnia di coetanei maschi: tutto questo perchè stavo diventando donna. Nella mia solitudine avevo scoperto che strofinare le mie coscie l'una sull'altra mi provocava delle sensazioni molto piacevoli. La punzione della solitudine si trasformava in piacere, e temevo di essere scoperta".

Luisa soffre perchè negli anni si è resa conto che con gli uomini ha sempre ricercato e "trovato il piacere" nell'essere sottomessa, tutto perchè "Temevo di essere troppo esigente e perversa".

La sessualità femminile può sembrare più complicata di quella maschile, ma questo elemento non può e non deve essere usato come un alibi per disinteressarsi dei gusti sessuali e di ciò che piace o non piace.

La masturbazione nella donna, ma così come nell'uomo, rappresenta la palestra per la ricerca del proprio equilibrio sessuale. E' frequente riscontrare che molte donne raggiungono l'orgasmo solo masturbandosi, e già negli anni '80 Shere Hite nel suo trattato sul piacere femminile parlava di 85% di donne che raggiungevano l'orgasmo con la masturbazione piuttosto che con la penetrazione vaginale (dove il rapporto di orgasmi raggiunti era 1 su 4 rapporti sessuali consumati).

L'eroticità femminile è stata per lungo sconosciuta e rimossa anche dalla cultura scientifica (specie da teorie psicoanalitiche ortodosse) che ha visto lo sviluppo psicosessuale della donna solo in funzione dell'aspetto riproduttivo della sessualità, la maternità, e il ruolo familiare come pilastri dell'identità femminile.
Per secoli anche i medici si sono chiesti se l'orgasmo femminile fosse legato alla procreazione, analogamente a quello maschile e, in qualche modo, indispensabile alla stessa.
La masturbazione è uno strumento di piacere, conoscenza del proprio corpo e delle proprie sensazioni erotiche e rappresenta una via privilegiata di conoscenza sui propri punti sensibili: la clitoride, il punto G e altre zone erogene.
Ciò che definisce la sessualità è la ricerca e l'ottenimento del piacere che vuole essere protagonista anche della sessualità femminile, oggi che alle donne è permesso rivendicarlo.
Una donna che scopre i suoi punti piacevoli e sa come raggiungerli sarà in grado di guidare il proprio/la propria partner al raggiungimento di soddisfazione sessuale di coppia... oppure provare piacere dalla stimolazione ricevuta senza necessariamente aspettare di avere un orgasmo assieme.
Nessuna carezza intima è vergognosa. Tra i fattori che concorrono allo sviluppo e mantenimento delle problematiche della sessualità femminile le restrizioni culturali sulla vita sessuale della donna, i modelli appresi sul ruolo femminile, l'immagine della "buona donna" verso cui tendere...
Come è vista una donna che si masturba? Spesso una donna anorgasmica vede la donna che si masturba come sporca, peccatrice, colpevole.

Le nuove terapie sessuali sono inteventi di breve durata e prevedono nel trattamento di alcuni disturbi della sessualità femminile una parte di ri-educazione sulla conoscenza della fisiologia degli organi genitali, le peculiarità degli organi genitali interni ed esterni, le fasi di risposta sessuale e compiti di auto-esplorazione manuale degli organi genitali da eseguire a casa.
Diversi autori hanno potuto constatare che le donne che mostrano un'attitudine negativa nei confronti della masturbazione sperimentano una vasocongestione pelvica, durante l'eccitazione, più scarsa rispetto alle donne che vivono positivamente anche il solo pensiero di una possibilità di masturbazione (sia individuale, sia di coppia). La masturbazione è pertanto un fattore predittivo del livello qualitativo della sessualità vissuta.



Hai una curiosità sull'autoerotismo femminile?

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* Nome di fantasia -
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Quando il sesso fa paura: il vaginismo (II parte)



Il vaginismo è una problematica sessuale che viene inclusa nei Sexual Pain Disorders (Disturbi da Dolore Sessuale). I disturbi da dolore sessuale sono problematiche relative alla sessualità che causano sensazioni di imbarazzo e vergogna in chi le sperimenta.  Donne affette da vaginismo sono spesso caratterizzate da un rifiuto per il rapporto sessuale e una maggiore tendenza alla richiesta di affetto e coccole. Spesso rimandano qualsiasi trattamento psicologico fino quando il problema non diviene significativamente invalidante dal punto di vista relazionale di coppia.

La sessualità di coppia in presenza di una donna affetta da vaginismo può presentare differenti situazioni. Spesso sperimentare il piacere attraverso modalità alternative al rapporto sessuale è vissuta con disagio, soprattutto quando l’approccio intimo si indirizza verso la zona genitale, anche solo con le dita.

L’esperienza del piacere sessuale nella donna vaginismica può presentare notevole differenze. Nell’autoerotismo o nella stimolazione con il partner può raggiungere una buona intensità fino alla scarica orgasmica, mentre il piacere legato alla penetrazione non solo è assente, mancando tale esperienza, ma non rappresenta spesso neppure un’aspettativa. In altri casi, quando la fase di eccitazione sessuale è molto limita o assente, anche il piacere, compreso quello proveniente dalla masturbazione, è scarso e il rapporto con il partner è legato prevalentemente all’intimità affettiva.

Uno studioso di nome Friedman, nella sua analisi approfondita della donna vaginismica è riuscito a descrivere tre tipologie di donne impenetrabili:

La bella addormentata nel bosco: è una tipologia di donna vaginismica che sceglie ed è scelta da un partner con cui instaura una relazione di tipo fraterno. L’esperienza clinica suggerisce che spesso si tratta di coppie giovani ancora dipendenti dalle famiglie di origine (con cui spesso convivono anche dopo il matrimonio). E’ frequente riscontrare che entrambi i partner arrivano vergini al matrimonio. Il tratto comune ai partner del "bosco incantato" è l'insufficiente/assente informazione in ambito di educazione sessuale.
La valchiria Brunilde: è una tipologia di donna che sfida l’altro sesso e non vuole cedere. Il sentimento predominante è la paura di perdere il controllo di farsi possedere da un uomo, così come Brunilde, la Valkiria, figlia del forte e idealizzato padre Wotan, di cui ne assume l'aggressività e la forza. Queste donne affermano spesso di aver paura di perdere il controllo della situazione. Spesso sono figlie di un padre forte e idealizzato: “Uomini come mio padre non ne esistono più”. Queste donne ostentano spesso un atteggiamento mascolino e generalmente hanno successo, gratificazione e brillanti risultati sul lavoro. Una tendenza generale, spesso inconsapevole, è quella di avere un atteggiamento di disprezzo nei confronti della femminilità.

L’ape regina: quando la richiesta di consultazione psicosessuologica proviene da una coppia nella quale è presente una donna ape regina, è molto frequente che il motivo che spinge alla richiesta di intervento sia il desiderio di gravidanza. La richiesta di intervento generalmente avviene tardivamente, dopo molti anni di convivenza con il problema e in ogni caso quando il desiderio di genitorialità non può più o non vuole essere ulteriormente rimandato. La donna ape regina considera l’uomo esclusivamente in funzione dell’aspetto riproduttivo della sessualità e porta sofferenza e dolore proprio perché il vaginismo e la conseguente impossibilità di penetrazione ostacola la realizzazione della maternità.

I lunghi anni che in genere trascorrono dall’insorgenza del sintomo alla richiesta di una consulenza specifica, fanno riflettere sul forte legame di complicità che si istaura tra i due partners. L'esperienza clinica sessuologica mette in rilievo che quando i partner di una "Coppia vaginismica" decidono, nel percorso psicosessuologico, di essere aiutati a compiere l'atto sessuale completo, spesso entrambi giustificano la loro difficoltà presentando il problema della "Non disponibilità della partner femminile". Ad una più attenta osservazione i partner della coppia impenetrabile sembrerebbero mettere in atto una vera e propria scelta dell'altro attraverso un tacito accordo, spesso inconsapevole, sulla non necessità di penetrazione sessuale.

Le donne vaginismiche spesso scelgono e sono scelte da un partner che non forzerà loro ad avere rapporti sessuali, e allo stesso tempo troveranno rassicurazione. Spesso i partner delle donne vaginismiche, mai aggressivi, soffrono loro stessi di una disfunzione sessuale (eiaculazione precoce e disfunzione erettile), che passa in secondo piano proprio perchè ci si concentra sul vaginismo della donna e sull'impossibilità di penetrazione. E' per questo che è importante parlare di coppia vaginismica piuttosto che di donna vaginismica.
A tal riguardo risulta evidente l'importanza di una valutazione della sessualità di coppia, degli aspetti relazionali  e comunicativi, dei livelli di intimità raggiunta, nella fase preliminare dell'intervento psicosessuologico: il sessuologo coinvolgerà entrambi i partner nella fase di valutazione diagnostica.
Affrontare una problematica sessuale significa ascoltare una storia di affetti, di relazioni e di coppia.
Le difficoltà sesssuali sono spesso uno specchio fedele di una coppia in affanno tra il tentativo di mantenersi in vita, la voglia di fuga, la paura di perdita e dell'abbandono.
 
 
Hai qualche curiosità sul vaginismo?
 
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** Avviso Studenti Psicologia **




Si informano gli iscritti ai corsi di laurea in Psicologia che la cattedra di Metodologia della Ricerca dell'Università degli Studi di Cagliari sta selezionando studenti motivati a portare avanti lavori di tesi sperimentale su argomenti di sessuologia clinica. Gli studenti e le studentesse interessati/e sono pregati di contattare la cattedra seguendo la procedura indicata nel seguente link:
http://www.scform.unica.it/pub/netdocs/11/index.php?module=documents&JAS_DocumentManager_op=viewDocente&id_docente=56&settore=7&id_doc=7166
I posti sono limitati (ancora tre disponibili) e le tesi verranno assegnate a seguito di un colloquio motivazionale.
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Il Blog Sessuologia Cagliari supera le 10.000 visite!



Qualche mese fa non sarei stato certamente in grado di fare una previsione. Con grande sorpresa e in maniera inaspettata Sessuologia Cagliari sta concretamente diventando un riferimento per la diffusione dell'informazione psicosessuologica. Stasera Sessuologia Cagliari Blog festeggia i 10.000 contatti. 10.000 volte grazie a tutti coloro che seguono con cuore la mia attività. 

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Tutta colpa della consulenza di coppia!



Se ci separiamo sarà colpa della consulenza di coppia! L'intervento sulle problematiche sessuali di coppia è un compito arduo. Una delle principali difficoltà è la convinzione, che molti soggetti hanno, che la vita di una coppia, specie in ambito sessuale, costituisca un aspetto assolutamente privato e che qualsiasi intervento esterno sia pericoloso perchè in grado di alterare equilibri delicati (in realtà già alterati)Una consulenza di coppia porta a separarsi?

Laura è coniugata da 12 anni con Carlo, più giovane di 2 anni. La loro coppia già al primo anno di matrimonio è stata parecchio impegnata per l'arrivo di due figli (a distanza di due anni l'uno dall'altra). Con l'andare del tempo Laura decide di richiedere una consulenza perchè da quasi un anno non riesce più ad avere un rapporto sessuale con Carlo, suo marito. "Voglio risolvere tutto senza coinvolgere mio marito, perchè la consulenza di coppia servirebbe solo a separarci ed io non voglio".
Fare tutto da sola e salvare una coppia: questa la richiesta di Laura. 
La consulenza e la terapia  per problematiche sessuali di coppia è diventata un’esigenza sempre più comune: in tanti si sentono paralizzati da tutta una serie di problematiche, presenti all’interno della loro relazione di coppia, che conferiscono un profondo stato di malessere ad entrambi e a cui, da soli, per quanti sforzi si facciano, non si riesce a trovare una soluzione efficace.
Una delle resistenze maggiori all'inizio di un percorso di coppia è il pensiero, da parte di chi fa richiesta di consulenza, che parlare davanti ad un esperto porterà alla separazione e che durante la terapia l'esperto rivelerà i segreti inconfessabili al partner "ignaro/a" di tutto.

Gli strumenti e tecniche per l'intervento sulla sfera relazionale e sessuale della coppia hanno come principale obiettivo quello di fornire conoscenze utili ad aumentare i livelli di consapevolezza individuale, osservando le dinamiche relazionali di coppia, al fine di costruire dei percorsi concreti di risoluzione dei problemi.

La formazione della coppia e il progetto di costruzione di una famiglia si snoda attraverso una serie di fasi più o meno significative e destabilizzanti, che impongono una continua rinegoziazione dell'equilibrio della coppia, per mentenerne la stabilità in una prospettiva di evoluzione.

La consulenza ed eventuale terapia di coppia è indicata in momenti di particolari contingenze, in cui la coppia già costituita può entrare in una fase di stallo e di sofferenza.
La consulenza di coppia prevede, quando possibile, delle sedute di consultazione con i singoli partner presi separatamente. Talvolta questo aspetto favorisce l'insorgere di sentimenti di ansia, angoscia e frustrazione. L'obiettivo di questa procedura è quella di esaminare, all'interno di un percorso diagnostico della relazione di coppia, sia le dinamiche intrapsichiche dei singoli sia quelle interpersonali della coppia al fine di mettere a fuoco l'origine delle difficoltà, ma soprattutto i motivi dello stallo e della conflittualità, onde modificare al meglio l'assetto e la progettualità della coppia.
La psicoterapia di coppia non è sinonimo di separazione o riconciliazione forzata, ma è un tentativo per far raggiungere alla coppia un equilibrio più funzionale e più maturo.



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sessuologiacagliari@tiscali.it


Nella prima parte di questo articolo ogni riferimento a cose, persone o fatti realmente accaduti è puramente casuale. I nomi sono di fantasia.
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Sessuologia Cagliari Blog su TantaSalute.it



Sessuologia Cagliari  ha attivato una collaborazione con il blog TantaSalute.it, uno spazio di informazione e  approfondimento sulla salute ed il benessere. Colgo l'occasione per ringraziare tutti i miei lettori, che in così breve tempo hanno raggiunto il traguardo di quasi 10.000  contatti. Ringrazio la redazione di TantaSalute.it per aver dimostrato interesse nella lettura dei miei articoli e per la risonanza che offre al mio lavoro. Un grazie di cuore a tutti coloro che direttamente ed indirettamente mi fanno richiesta di continuare ad investire sulla mia attività: la mia più sincera passione ...  Vi segnalo il link di un mio articolo pubblicato nelle sezioni Psicologia e Sessualità.


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