Sessuologia Cagliari Blog: primo editoriale su Mondoraro.org



Mondoraro è un progetto editoriale di informazione indipendente con sede a Londra. E' un magazine on line totalmente gratuito nato per gli italiani all’estero con diverse migliaia di accessi al giorno ed è indicato tra le principali fonti di informazione accreditate da Google News. Il Direttore del magazine Mondoraro.org ha ritenuto di pubblicare il mio articolo su omosessualità e pedofilia come editoriale in home page.
http://www.mondoraro.org/ . Ringrazio il direttore di Mondoraro.org per aver dato così tanto spazio al mio articolo, e ringrazio tutti voi che continuate in così tanti a chiedermi ogni giorno di continuare a lavorare con così tanta forza e passione. Continuate a seguire il mio blog, nei prossimi giorni pubblicherò nuovi articoli sulle disfunzioni sessuali e la coppia e ..... nuove iniziative all'orizzonte...
Grazie
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Sessuologia Cagliari Blog su Paperblog.com



Oggi nasce Paperblog.com, un nuovo servizio web che vuole trasformare il concetto di partecipazione su internet. La Responsabile Comunicazione Paperblog Italia ha formalmente invitato Sessuologia Cagliari Blog a far parte dei 250 bloggers che per tre settimane hanno testato la versione privata e collaborato al perfezionamento degli ultimi dettagli della pagina che oggi apre le sue porte al pubblico. Blog come Letteratitudine di Massimo Meugeri (http://letteratitudine.blog.kataweb.it), Il giornalaio di Pier Luca Santoro (http://giornalaio.wordpress.com), Fronte della comunicazione (http://www.stampalternativa.it/wordpress), e il Blog di Antonio Montanari (http://antoniomontanari.over-blog.com) sono solo alcuni dei membri che, assieme a Sessuologia Cagliari Blog hanno dato l'appoggio e lavorato alla  fase di start-up di questa nuova iniziativa. I miei articoli vengono selezionati e pubblicati nella sezione sessualità http://it.paperblog.com/sessualita/#. Rigrazio Paperblog.com per la visibilità che offre al mio lavoro sulla diffusione dell'informazione psicosessuologica attraverso i miei articoli e unito ai miei Lettori faccio un grande in bocca al lupo per questa nuova coraggiosa avventura appena iniziata.


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Autoerotismo femminile su Agoravox Italia



Da qualche mese il Sessuologia Cagliari Blog ha attivato una collaborazione con il portale Agoravox Italia, media di informazione indipendente con sede a Parigi, in ordine la seconde fonte di informazione più citata in Francia dopo Le Figaro. Sessuologia Cagliari ha ottenuto il riconoscimento dalla community di Agoravox Italia e un voto positivo da parte dei lettori del portale Agoravox. A tal riguardo, oltre alla pubblicazione degli articoli, il progetto Sessuologia Cagliari si occupa anche di moderare gli articoli che vengono inviati alla sezione Salute del portale Agoravox. Vi segnalo il link dell'articolo sull'Autoerotismo femminile, che mi i miei Lettori hanno letto qualche settimana fa, e che la redazione di Agoravox ha pubblicato oggi in Homepage su Agoravox Italia.
Un sincero grazie a tutti.

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Omosessualità e pedofilia: lo scandalo della "reductio ad unum"



Su uno scrittoio che lentamente si ricopre di testimonianze, in un clima gremito di fiacche voci umane che con coraggio trovano spazio per urlare dalle loro tetre stanze il dramma del silenzio, una scheggia corvina squarcia il celentiano Azzurro di un Italia diventata un grande negozio di Pinocchi di legno. Un universo di truci immagini di un estetico amor socratico ci espone all’effettività delle condotte di alcuni esponenti del clero: è la pedofilia.
Nei giorni scorsi, il numero due del magistero episcopale, Cardinal Tarcisio Bertone, sedutosi allo scrittoio, rovista tra le carte, avverte le testimonianze, maneggia quei pezzi di carta tanto leggera ma di robusto contenuto, testate giornalistiche dipinte dai racconti in tinta sanguigna delle vittime dalla fiacca voce, le quali trovano il coraggio di denunciare ciò che nel loro estenuante silenzio non hanno mai avuto il coraggio di dire.
In un’atmosfera già arroventata dalle polemiche sui presunti numerosi casi di pedofilia consumati all’interno del clero e dal dispotico atteggiamento nei confronti delle vittime, quale può essere una buona soluzione per “trovare una via d’uscita”?

Un cestino messo li in fondo a quella stanza che è la nostra società, un perfetto contenitore che accoglierà - accartocciate - tutte le testimonianze, il dolore e i documenti scomodi. Il cestino è pronto, va solo utilizzato, l’ultima carta da giocare prima di riconoscere sentimenti di vergogna e dolore per le azioni compiute. L’ultima pallottola da sparare in un periodo storico come questo, dove la cronaca ci racconta ancora di gravi casi di matrice omofoba. Il contenitore è abitato da un mondo di esseri “diversi”, uomini dalle sopracciglia rifatte che cantano, ballano, chiedono il diritto di potersi unire tra loro civilmente e poter vivere alla luce del sole, dei potenziali pazzi da etichettare come pedofili: gli omosessuali.

Il Cardinal Bertone ha utilizzato, come altri in passato, l’accostamento omosessualità e pedofilia, lasciando intendere che tale condizione, la pedofilia appunto, sia un fenomeno psicopatologico che si presenta congiuntamente alla condizione omosessuale.

Da esperto in sessuologia clinica rispondo: “Non esiste alcun legame verificato scientificamente che metta in relazione causa-effetto i fenomeni omosessualità e pedofilia”.

Il binomio pedofilia-omosessualità rappresenta una tra le idee più pericolose e dannose, se non la più falsa dal punto di vista scientifico e clinico, una reproba imprecazione che minaccia la dignità e la vita di milioni di persone omosessuali. Una mancanza di scrupolo e di autorevole cinismo perpetrato dalle gerarchie vaticane, le quali, stando ai fatti denunciati per anni hanno coperto i crimini sessuali a scapito di bambini e bambine innocenti. Molestare sessualmente un bambino è un reato orrendo ma ha poco a che fare con l’orientamento sessuale di una persona.

In questi giorni si è parlato di celibato e dell’astinenza sessuale come causa del comportamento pedofilo, dell’omosessualità come espressione di una struttura di personalità perversa che porta alla pedofilia. Le pedofilie sono tante, variegate e si sviluppano in contesti e situazioni molto diverse tra loro: cercare un’unica causa rappresenta una reductio ad unum, ed alimenta un’illusione rassicurante sul fatto che esista un’unica causa che porti a tali reati. Affermare che: “Se un incendio distrugge una casa è perché qualcuno ha buttato dentro benzina e appiccato il fuoco” può apparire risolutivo, ma che dire di quelle case che si incendiano a causa di un corto circuito?. “Un elemento ricorrente nella psicopatologia del pedofilo è di essere stato un bambino abusato”: è la teoria denominata catena dell’abuso. Secondo l’approccio reductio ad unum se prendessimo come vera questa frase non capiremo mai la pedofilia di chi non è mai stato abusato sessualmente in tutta la sua vita, e non capiremo come mai persone, uomini e donne, realmente abusate sessualmente e fisicamente nell’infanzia non siano divenute pedofile!

I soggetti pedofili riferiscono un’attrazione per bambini di una particolare fascia d’età. Alcuni soggetti preferiscono le femmine, altri i maschi; alcuni sono eccitati sia dai maschi che dalle femmine. Questo non ha niente a che fare con l’orientamento sessuale o semplicemente con l’essere omosessuali. Essere omosessuali significa investire affettivamente e avere rapporti sessuali con una persona del proprio sesso, con la quale si può creare un legame affettivo e un progetto di vita, così come nella variante eterosessuale. L’omosessualità è una variante non patologica della sessualità umana, e nessuno psicologo, psichiatra o studioso del comportamento sessuale umano può affermare il contrario, in quanto da 40 anni non è più presente nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, dell’American Psychiatric Association.

E’ importante che la Chiesa riconosca non solo la responsabilità dei fatti accaduti alle tante vittime che ormai stanno uscendo allo scoperto, ma che si scusi ufficialmente anche con la comunità omosessuale, cattolica e non, per le affermazioni infanganti e senza alcun fondamento scientifico che sono state portate all’attenzione del mondo intero e portando sofferenza alla comunità di omosessuali per averli additati per l'ennesima volta, reductio ad unum, come potenziali responsabili della pedofilia.

Anche in questo caso, il silenzio che viene offerto alla condizione omosessuale, il meccanismo di soffocamento del riconoscimento dei diritti, è un abuso e diventa doppio quando si tenta di attribuire delle colpe - scientificamente infondate – per fatti la cui responsabilità è altrui.

Mai più l’ipotesi reductio ad unum.

Allineare due dimensioni della sessualità umana così lontane - pedofilia e omosessualità - non ha senso e nessun fondamento scientifico: i veri omosessuali hanno scelto i destinatari del loro desiderio sessuale e di investimento affettivo, mentre un soggetto che soffre di pedofilia si trova in una condizione di impossibilità di vivere liberamente rapporti con adulti e coetanei consenzienti, in quanto questi ultimi sono vissuti come angoscianti e impegnativi e, pertanto, lo sbilanciamento del potere nella relazione sessuale con un corpo infantile diviene una frequente ed esclusiva modalità di portarsi al mondo.

Mai più il binomio omosessualità e pedofilia.
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Amore infedele: La coppia "nido vuoto"



Gli elementi che portano al tradimento riguardano principalmente le modalità con cui i due partner hanno costruito la loro relazione. Con il passare del tempo gli aspetti comunicativi e affettivo-relazionali disfunzionali vanno a costituire, all'interno della coppia, il terreno fertile per sintomi da stress. Instabilità dell'umore, nervosismo, ansia, crisi di pianto senza "apparente motivo", stanchezza, pensare di scappare via ... sono solo alcuni dei campanelli d'allarme che inaugurano il sentiero che porterà alla crisi conclamata della coppia: la coppia "nido vuoto" arriva al tradimento perchè uno o entrambi i partner hanno rinunciato, spesso inconsapevolmente, a costruire un rapporto autentico o hanno messo in fondo alla lista le esigenze personali allo scopo di dar vita ad un'unione ideale, apparentemente perfetta.
La coppia che ha rinunciato a costruire un rapporto autentico in virtù di un'unione ideale e non allineato alle proprie esigenze produce un tradimento in genere attuato dal partner di sesso maschile, il quale sperimenta, dopo diversi anni di matrimonio, e spesso quando i figli escono dal nucleo familiare per costruire le proprie vite, una sorta di regressione a schemi sentimentali e comportamentali tipici dell'età adolescenziale, dove le relazioni amorose sono fatte solo di passione e di emozioni forti. Nella mente di questa tipologia di uomini la relazione extraconiugale alimenta l'illusione che esista una relazione senza litigi, che è estranea alla quotidianità e porta ogni giorno novità e sorprese, e che non presenta le preoccupazioni della relazione matrimoniale. Le difficoltà della relazione coniugale minacciano l'illusione di una vita perfetta, senza litigi, senza sbavature, e comportamenti perfetti che questi uomini ricercano... almeno in apparenza.

In questa tipologia di coppia il tradimento è in genere messo in atto da uomini di mezza età con relazioni matrimoniali di lunga durata (15-20 anni). Dall'esterno questi sono uomini dediti alla famiglia, spesso grandi lavoratori, ordinati e attenti alle esigenze della casa. Ad uno sguardo più attento si potrà notare che non esprimono grandi emozioni nei confronti delle partner, sembrano quasi intrappolati in una gabbia di convenzioni, di copioni da recitare, e spesso parlano giustificando le scelte, i comportamenti, invocando "ciò che è giusto e corretto, da ciò che è sbagliato". Questa tipologia di uomini si sono sposati per sicurezza, per mettere su casa e famiglia.

"Dottore, non ho mai sentito di amare Gabriella alla follia: si, all'inizio che ci siamo conosciuti, sa... la novità, lo stare assieme, fare sesso più volte e in posti diversi... eravamo giovani. Poi ci siamo sposati, ma già dopo qualche mese sentivo di fare qualcosa per gli altri, per mia madre e mio padre, che volevano a tutti i costi che mettessi la testa a posto. Poi, dopo 22 anni di matrimonio con Gabriella, e dopo quasi due anni di assenza di rapporti sessuali, ho conosciuto Carla (...) e va avanti da circa 3 anni e mezzo. Mi sono comprato una moto, non sento di avere 52 anni... dimentico di essere sposato, di avere figli e un nipote.."

In questa tipologia di coppie i figli diventano spesso l'aspetto verso il quale la coppia focalizza tutte le proprie attenzioni. Per 15-20 anni la coppia si concentra sul percorso evolutivo dei figli.
Le coppie nido vuoto portano con sè, come tutte le coppie,  il carico dei modelli educativi delle famiglie di origine, spesso rigide e depositarie delle più attente convenzioni sociali e culturali.

"Tua nonna non hai mai voluto che io uscissi con i ragazzini. Tu invece lo potrai fare"

"Mio padre, tuo nonno, non ci ha mai permesso di uscire la sera, a meno che non fosse sabato... prima il dovere, poi il piacere"

Spesso uno dei partner considera i modelli della famiglia di origine come negativi e desidera che il loro modello di coppia e familiare sia totalmente l'opposto, mentre l'altro, pur riconoscendone gli effetti devastanti sulla propria vita e sulle proprie scelte, convenzionalmente continua a promuoverli.... tranne che nello spazio tradimento.

Spesso gli  uomini che decidono e scelgono, inconsapevolmente, di costruire un nido vuoto con le loro partner, vivono nell'illusione che gli esiti comportamentali  della coppia e della famiglia siano prevedibili: "Se mi comporto duramente, mia figlia diventerà una brava ragazza"... e tante altre equazioni e formule algebriche.

Nel momento in cui questi uomini si rendono conto, spesso dopo tanti anni, che la coppia e la famiglia non sono spiegabili da formule ed equazioni, spesso cercano rifugio dalla frustrazione e dalla depressione nel tradimento. Sono attratti e vengono scelti da partner molto più giovani di loro. Il tradimento offre loro la possibilità di sperimentare ciò che, dal loro punto di vista, avrebbero perso durante il matrimonio.

In questa tipologia di coppia è molto spesso l'uomo che tradisce, ma ci sono anche donne che lo fanno: sono spesso donne appagate dal punto di vista lavorativo, spesso descritte dagli altri come "donne con i pantaloni". Le donne di questa tipologia di coppia, che sperimentano il tradimento, sono in genere più giovani dei loro partners, e il tradimento avviene in un momento evolutivo della coppia diverso, spesso quando i figli sono ancora piccoli. Tendenzialmente, sposate con uomini più grandi, scelgono uomini della loro età e spesso la relazione extraconiugale inizia come un'amicizia, spesso sul posto di lavoro.
Vivono con molta più attenzione la doppia vita per paura di essere scoperte e per il pregiudizio sociale che pesa sulle donne che tradiscono. Inoltre, qualora siano presenti figli si teme di poterli perdere qualora il tradimento portasse ad una richiesta di separazione da parte del partner.

Nella prima tipologia di coppia, dove è l'uomo che agisce il  tradimento, spesso la donna è consapevole che il matrimonio e la relazione di coppia attraversa una fase problematica. Queste donne spesso tendono a pensare di esserne la causa: "E' tutta colpa mia se tra me e mio marito va male".
Spesso queste donne, alla scoperta della relazione extraconiugale del proprio partner, tendono a perdonare.Il perdono è apparente,  queste donne credono di aver perdonato ma la ferita è ancora viva. Spesso perdonano per la paura di perdere l'altro, anche se ha tradito.


(Nei prossimi giorni un nuovo articolo con una nuova tipologia di coppia....)


Ti sembra di vivere in una coppia "nido vuoto"?
Hai qualche curiosità sul tradimento?

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Omaggio all'intensità di una donna



Fragile, opulenta donna, matrice del paradiso
sei un granello di colpa anche agli occhi di Dio
malgrado le tue sante guerre per l'emancipazione.
Spaccarono la tua bellezza e rimane uno scheletro d'amore
che però grida ancora vendetta e soltanto tu riesci ancora a piangere,
poi ti volgi e vedi ancora i tuoi figli,
poi ti volti e non sai ancora dire e taci meravigliata
e allora diventi grande come la terra

Alda Merini, A tutte le donne, 2003

Alda Merini, illustre poetessa del 900 scomparsa lo scorso Novembre, a 78 anni, mentre fumava la sua ultima sigaretta, trasmette con i suoi versi la sua originalità, immenso coraggio, e una visione epifanica della realtà.
Oggi, immerse in una cultura di "stampini di plastica", di corpi perfetti, di sex symbol fatti di tacchi a spillo e labbra siliconate, molte donne soffrono perchè non riescono ad entrare in quello "stampino" e si scoraggiano per non trovare la strada della loro femminilità, del loro esser donne. Alda, da poetessa e donna, conosceva bene i pilastri dell'identità sessuale femminile: la seduttività, la maternità, ma anche l'eroticità che ci regalava nelle sue foto, e l'emancipazione attraverso il lavoro. Alda partiva da sé, dal suo corpo di donna, fuori da qualsiasi stampino preconfezionato. Lo esibiva senza vergogna e con schiacciante sincerità: lei, Alda, sapeva essere una donna. La sua poesia e il suo corpo sono un grande dono per tutte, una ri-appropriazione della femminilità attraverso la poesia e il corpo di una donna che ha raccontato quanto fosse difficile esserlo, in un mondo fatto di stampini di plastica.
Grazie Alda, per la tua resistenza.




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Amore infedele: Evitare l'intimità



L’intimità di una coppia è un legame d’ affetto composto da attenzioni reciproche, responsabilità, fiducia, comunicazione aperta dei sentimenti e delle sensazioni e dello scambio non difensivo davanti ad eventi emotivamente significativi. In alcune tipologie di coppia l'evento tradimento si sviluppa e si manifesta in una trama relazionale tra i partner caratterizzata dall'evitamento dell'intimità.
Alcune coppie, con l'andare del rapporto, attivano un meccanismo tale per cui ogni azione che implica un'intimità e una vicinanza affettiva scatena un vortice, spesso inconsapevole, di ansia, sensi di colpa, rabbia e risentimento. Questa tipologia di coppia si comporta come se facesse di tutto per evitare il successo di poter vivere un rapporto appagante e soddisfacente, e tendenzialmente entrambi i partner rimangono sempre in una zona media di sicuro comfort, come se entrambi fossero impediti a procedere verso una vicinanza emotiva.

La caratteristica principale dei soggetti che compongono questa tipologia di coppia è la paura condivisa da entrambi di abbassare le barriere e diventare vulnerabili agli occhi dell'altro: "E' troppo difficile",  "Tu non sei più quello di prima", "Non ci capiamo, tu sei così, io sono in un altro modo"...

Marco* è un avvocato che richiede una consulenza sessuologica per una problematica di mancanza di erezione. E' coniugato da 6 anni con Luisella, insegnante di discipline corporee, che si è impegnata per diverse settimane a trovare un sessuologo nella sua città da suggerire a  Marco. Luisella, dal suo punto di vista, ha portato a termine il suo compito: "E' lui che ha bisogno del sessuologo", e alla luce di questo non desidera una consulenza di coppia. Il loro rapporto attraversa un profondo momento di crisi. "Il problema è tutto mio dottore", con pungente amarezza e a capo chino Marco ritiene di essere la causa, in virtù delle défaillances nella sua erezione, della crisi coniugale. Marco ultimamente sta visionando materiale pornografico su internet e non nota nessuna problematica nella masturbazione.
Da un'attenta descrizione i rapporti sessuali tra Marco e Luisella si manifestano come se fossero consumati in un letto installato in una stanza-igloo costruita in Alaska. "Vogliamo un rapporto sessuale che ci gratifichi con una calda passione e che porti ad entrambi tanto piacere". Ma Luisella e Marco non sono consapevoli di aver scelto un igloo come letto matrimoniale. Marco e Luisella non sono ancora pronti per vivere ed aprirsi entrambi ad un piacere sessuale di coppia. La loro coppia non conosce un'intimità, il prendersi cura dell'altro e della relazione, vivere le sensazioni ed emozioni assieme: anche nella ricerca della sessualità, Marco e Luisella si comportano come se si fossero bendati. La ricerca del piacere rimane una prerogativa individuale e non di piacere sessuale di coppia.

Nella coppia che evita l'intimità spesso, il partner di sesso maschile che sperimenta la disfunzione erettile utilizza il tradimento come "prova" della sua funzionalità erettile. Tra le varie soluzioni Marco ha pensato anche quella di andare e pagare una prostituta.
Spesso è proprio dopo il tradimento che questi uomini richiedono una consulenza sessuologica: "Ho potuto constatare che sessualmente funziono... ma allora che succede con mia moglie?"
La coppia che evita l'intimità fatica tanto, e i tentativi di avvicinamento emotivo spesso si trasformano molto velocemente in scatti di rabbia incontrollata, litigi per aspetti che gli stessi partner considerano "banali", ma entrambi non ne capiscono il perchè. I partner di una coppia che evita l'initimità sono generalmente due perfetti guerrieri: corazzati con le migliori armature hanno imparato a lottare, sia nel fuoco, sia nel ghiaccio.
Questa tipologia di partners, sin dall'inizio della loro storia, hanno imparato a dialogare tra di loro solo attraverso il conflitto, e l'energia sessuale spesso rimane imprigionata o viene dissipata in banali discussioni. Spesso entrambi i partner hanno difficoltà a dare piacere all'altro e si concentrano solo su cosa individualmente è più piacevole: "Voglio un uomo che mi possieda e lui non lo sa fare", "Mi piacerebbe avere una moglie più disinibita". Entrambi sono incapaci di costruire nuovi scenari e nuovi giochi di coppia e utilizzano anche il tempo da dedicare al rapporto sessuale a ciò che l'altro non sa fare o non sa essere: lo scambio, la richiesta, il parlare delle fantasie erotiche sono attività spesso totalmente bloccate in queste coppie.
La paura dell’ intimità e il conseguente blocco dell'intesa sessuale agisce in modo molto distruttivo in un rapporto di coppia. In queste coppie capita che ad un certo punto uno dei due desideri costruire questa nuova vicinanza.  Farà tanti sforzi per raggiungerla e spesso il tentativo di scambiare emozioni, condividere sensazioni, di passare del tempo insieme, scatena maggior paura dell’intimità dell'altro che cercherà sempre di fuggire.



Leggi la prima parte dell'articolo: Amore infedele: il tradimento nella coppia (I parte)

(Continua nei prossimi giorni...)


* Caso clinico con nomi di fantasia. Ogni riferimento a fatti o persone è puramente casuale.




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