Paura d'amare (II parte)



Sul piano emotivo e affettivo i sintomi dei soggetti che soffrono di philofobia, la paura di amare, sono tra i più svariati e con l’andare del tempo la sintomatologia ansiosa può andare a minare aree del funzionamento sociale e dell’affettività di una persona.  La paura di una persona philofobica può essere talmente invalidante da temere qualsiasi contatto che possa favorire una dinamica di innamoramento o di coinvolgimento un po' più profondo. Spesso le storie di questi soggetti  ad un esame più attento riportano un passato conflittuale con i propri genitori (anche non apparentemente costellato da scontri fisici o verbali), dai quali spesso i soggetti philofobici si sono sentiti anche non consapevolmente poco amati, o rifiutati per qualche motivo o per qualcosa che hanno fatto o provato. Spesso un amore nascente crea le condizioni affinché una ferita mai rimarginata si apra proprio nel momento in cui un innamoramento sta per tramutarsi in un'unione un po' più stabile. E' l'entrare in contatto profondo con un'altra persona che innesca tutte le reazioni di timore nella persona che soffre di philofobia. Nelle persone che soffrono di questo disagio più spesso si riscontrano eventi del ciclo di vita che portano a strategie di evitamento e che sono riconducibile a cause reattivo-situazionali. Spesso entrare in contatto con una persona philofobica sottopone ad un copione nel quale in una storia di corteggiamento apparentemente tutto è normale, ci si piace e c'è un'attrazione reciproca. Vari segnali indicano che l'attrazione, l'intimità stanno preludendo ad un'unione nascente, a una storia di condivisione di emozioni, interessi comuni, empatia reciproca. E' a questo punto che la persona affetta da una più o meno forma latente di philofobia mette in atto tutta una serie di meccanismi di difesa che mandano completamente in confusione l'altro membro della coppia: la persona scappa senza dare giustificazioni, dirada gli incontri, chiede di diminuire il numero di telefonte, cambia numero di telefono, divieti di essere contattati o di inviare comunicazioni, motivazioni che spesso vogliono confermare di non avere interesse e di non volerne più sapere della relazione, anche e sopratutto se l'altra persona è innamorata. Nelle forme più gravi ci possono essere azioni aggressive
Le cause di tali reazioni possono essere anche ricercate nella sofferenza, del soggetto che soffre di philofobia, per una relazione chiusasi anche da tempo e rispetto alla quale non si è mai ricucita veramente la delusione e il dolore sofferti. Il soggetto, in una prima fase del disturbo può attivare un ritiro sociale per evitare qualsiasi forma di coinvolgimento, e nei casi più gravi può arrivare ad evitare il contatto con la famiglia, i colleghi di lavoro, i vicini di casa e gli amici. I sintomi della philofobia non sono soltanto emotivi e cognitivi ma è presente un corollario di sintomi tipici dei disturbi d'ansia che prendono il sopravvento e sono maggiormente visibili rispetto agli altri. La persona che soffre di philofobia può scoprirsi di avvertire i sintomi quando è in presenza della persona della quale può essere attratto/a emozionalmente o fisicamente. Questi sintomi fisici possono culminare spesso in qualcosa simile ad un attacco di panico classico, con il soggetto che avverte una sensazione di emergenza, un battito cardiaco rapido o irregolare, sudorazione, difficoltà gastrointestinali e il desiderio schiacciante di lasciare o chiudere velocemente e una volta per tutte la situazione con la persona della quale si è inevitabilmente attratti.

Lo psicoanalista Jacobson ha descritto il disagio vissuto da una persona affetta da philofobia come il timore di perdere i confini di se stesso/a, di lasciarsi andare, e il sentimento dell'altra persona è vissuto come affogante: il desiderio di unirsi coincide con la paura di fondersi. Nel momento in cui prevale la paura di fondersi, si sfocia nella Philofobia, rovinando il bello di un amore, dare e ricevere, amare e lasciare che qualcuno possa amare.


Continua ....


Responses

1 Respones to "Paura d'amare (II parte)"

andrej ha detto...

Articolo stupendo. Grazie.


22 giugno 2011 07:53
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