Ciao Peter




La morte è la curva della strada,
morire è solo non essere visto.
Se ascolto,
sento i tuoi passi esistere come io esisto.
La terra è fatta di cielo.
Mai nessuno s’è smarrito.
Tutto è verità e passaggio.

(La Morte, Pessoa)


Dedico questa poesia al caro amico Peter Boom, che si è spento improvvisamente all'età di 75 anni sabato notte nella sua abitazione in provincia di Viterbo. Come tutti i grandi viaggiatori, Peter è andato avanti.
Lui è stato uno dei primi a visitare il mio blog, e ad incoraggiarmi a proseguire. La sua visita all'inaugurazione del mio blog era stata per me fonte di grande incoraggiamento, le sue sagge parole, le sue telefonate per parlare del mio progetto un caldo rifugio. Per chi non avesse avuto modo di conoscerlo, Peter è nato in Olanda nel 1936 da una famiglia per metà cristiana, per metà ebrea. Aveva quattro anni quando l'Olanda fu invasa dai nazisti. Si era trasferito in Italia a venti. Poliedrico uomo di cultura e di spettacolo, era attore, cantante, doppiatore, scrittore e paroliere. Peter sin da piccolo fu sempre caratterizzato da uno spirito ribelle e dotato di curiosità irrefrenabile.

Peter è stato l’ideatore della Teoria della Pansessualità, ed è proprio ad un convegno internazionale di sessuologia che ci fu il nostro incontro. La teoria è stata da lui presentata a vari convegni di sessologia ed accreditata nel mondo scientifico e pure nella società corrente. E' attivo il suo sito, nei cui link è presente anche l'indirizzo del mio blog.
Di recente ha recitato come comparsa nel film di Nanni Moretti,  Habemus papam, nel quale impersonava il ruolo di cardinale. La sua biografia è costellata di illustri collaborazioni con grandi artisti della musica e del cinema. Boom ha scritto testi e cantanto per canzoni di Armando Trovaioli, Luis Enrique Bacalov, Ennio Morricone.

Sono certo che l'anima nobile di Peter continuerà a parlare attraverso tutti noi che l'abbiamo conosciuto, che ne abbiamo assaporato la saggezza, che abbiamo vissuto il suo profondo sguardo, e le sue umane parole.
Grazie Peter.






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Disfunzioni sessuali maschili e alessitimia



Alessitimia è un termine che è stato proposto in psichiatria  per la prima volta nel 1973 dallo psicoanalista Peter Sifneos. A seguito di un'intensa osservazione clinica il termine alexitimia fu coniato con l'intento di  definire un insieme di disturbi delle funzioni affettive , emotive ed emozionali ed in particolare l'incapacità a comunicare,  riconoscere e dare un nome alle emozioni.
Dall'osservazione clinica emerge spesso che le persone che soffrono di alessitimia si trovano in condizioni di buon adattamento psicosociale, questo significa che si tratta di individui che conducono una vita come tante altre persone che non ne soffrono. Diversi studi scientifici (Van Kerkhoven e coll.; 2006, Kano e coll., 2007; Evren e coll., 2008) suggeriscono che l'allesitimia comporta manifestazioni di seri disturbi di natura psicologica e somatica, tra questi emicranie e cefalee, disturbi gastrointestinali e problematiche legate al funzionamento degli organi genitali.
Sin dai primi studi l'alessitimia è stata definita  come un’incapacità ad esternare le proprie emozioni e nella pratica clinica in sessuologia clinica si riscontra spesso che uomini che soffrono delle principali disfunzioni sessuali maschili, eiaculazione precoce e disfunzione erettile, presentano in associazione anche questa difficoltà della regolazione emotiva. La correlazione tra alessitimia e disfunzioni sessuali maschili è stata messa in evidenza da diversi studi (Wise, 2002) e la motivazione è data dal fatto che sono maggiormente gli uomini a soffrire di alessitimia.
L’assenza di capacità a decodificare e a mettere un'etichetta all'emozione che si sperimenta è una delle difficoltà che maggiormente si incontrano nella pratica clinica. Spesso questi pazienti rifiutano, anche apertamente, gli interventi del sessuologo, li contrastano, e gli spunti di riflessione utili non vengono elaborati, ma spesso vengono lasciati cadere. Spesso i pazienti alessitimici interrompono il trattamento entro le prime 5 - 7 sedute.

Spesso questi pazienti vengono costretti dalle partners, o dai partner in caso di relazioni omosessuali (anche se diversi studi mettono in evidenza come molto più frequentemente gli omosessuali, rispetto agli eterosessuali, mostrino un maggiore controllo del riflesso eiaculatorio e della risposta sessuale) a rivolgersi ad uno specialista per le problematiche sessuali. Reticenti e controllanti, spesso rifiutano, consapevolmente o non, il dialogo sulle  emozioni e non riescono a capire come mai il sessuologo non parli solo di funzioni e pratiche sessuali. Il lavoro con questi pazienti spesso si interrompe molto prima che il terapeuta abbia avuto il tempo necessario per inquadrare bene il caso e per mobilitare tutte le risorse possibili.

L'eiaculazione precoce è da molti autori considerata il disordine sessuale più frequente nell'uomo. Da un'attenta osservazione di casi clinici spesso pazienti che manifestano questa difficoltà della fase orgasmica sembra che non riescano ad esprimere e a dare un nome alle loro emozioni, siano queste positive siano queste negative.
Spesso la soluzione che avanzano a questa difficoltà  è quella di farle "scivolare"  più o meno velocemente con l'eiaculazione.
La qualità della vita sessuale delle coppie che sperimentano l'eiaculazione precoce è spesso molto compromessa.
Queste coppie sono spesso conflittuali, mostrano interessi diversi e obiettivi di coppia diversi.
Spesso la consulenza psicologica e sessuale, sia essa individaule o di coppia aiuta il/la partner del soggetto alessitimico a capire che le difficoltà sono spesso legate all'incapacità di espressione delle emozioni. Capita spesso di notare che nelle coppie che sperimentano l'eiaculazione precoce si nota un partner totalmente calmo, disinteressato, e l'altro/a burrascoso, penetrante, intrusivo/a o totalmente devoto/a e impegnato nella risoluzione del problema.
 
Continua nei prossimi giorni....
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I viaggi dell'anima




Itaca
(di Kostantin Kavafis)

Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga,
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sara` questo il genere di incontri
se il pensiero resta alto e un sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.

In Ciclopi e Lestrigoni, no certo,
ne' nell'irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l'anima non te li mette contro.
Devi augurarti che la strada sia lunga.
Che i mattini d'estate siano tanti
quando nei porti - finalmente e con che gioia -
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche profumi
penetranti d'ogni sorta; piu' profumi inebrianti che puoi,
va in molte citta` egizie
impara una quantità di cose dai dotti.


Sempre devi avere in mente Itaca -
raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull'isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.

Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
sulla strada: che cos'altro ti aspetti?

E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
gia` tu avrai capito cio` che Itaca vuole significare.



Kavafis, di orgine greca è nato ad Alessandria d'Egitto. Il suo principale interesse fu quello di ridare vita alla letteratura greca sia in Grecia sia all'estero. Kavafis scoprì già in tenera età la propria omosessualità e nutrì per tutta la vita un senso di chiusura, di segregazione vergognosa e necessaria.  Itaca è una struggente poesia sul senso della vita, concepita come viaggio verso una meta che si raggiungerà dopo lunghe peregrinazioni. Il riferimento mitologico è il viaggio di Ulisse nell'Odissea. Il poeta afferma in questa lirica che non bisogna avere fretta di giungere a destinazione, alla propria Itaca, ma bisogna approfittare del viaggio (e quindi della vita) per esplorare il mondo, crescere intellettualmente e ampliare il proprio patrimonio di conoscenze. In ultima analisi, il senso di Itaca è proprio quello di fungere da stimolo per il viaggio, più che da meta da raggiungere e fine a se stessa. Itaca è un viaggio nel quale non è importante se la meta è poi deludente. È giusto apprendere il più possibile durante il viaggio, vivere esperienze, tenendo sempre presente il sentimento forte e deciso che porterà a destinazione. E se poi Itaca sarà peggio di quanto ci si aspettava, valeva la pena raggiungerla per tutto ciò che si è vissuto per arrivarci. Kavafis morì nel 1933 il giorno del suo settantesimo compleanno. Dalla sua morte, la fama di Kavafis è cresciuta, e oggi è considerato uno dei più grandi poeti greci.



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Paura d'amare (II parte)



Sul piano emotivo e affettivo i sintomi dei soggetti che soffrono di philofobia, la paura di amare, sono tra i più svariati e con l’andare del tempo la sintomatologia ansiosa può andare a minare aree del funzionamento sociale e dell’affettività di una persona.  La paura di una persona philofobica può essere talmente invalidante da temere qualsiasi contatto che possa favorire una dinamica di innamoramento o di coinvolgimento un po' più profondo. Spesso le storie di questi soggetti  ad un esame più attento riportano un passato conflittuale con i propri genitori (anche non apparentemente costellato da scontri fisici o verbali), dai quali spesso i soggetti philofobici si sono sentiti anche non consapevolmente poco amati, o rifiutati per qualche motivo o per qualcosa che hanno fatto o provato. Spesso un amore nascente crea le condizioni affinché una ferita mai rimarginata si apra proprio nel momento in cui un innamoramento sta per tramutarsi in un'unione un po' più stabile. E' l'entrare in contatto profondo con un'altra persona che innesca tutte le reazioni di timore nella persona che soffre di philofobia. Nelle persone che soffrono di questo disagio più spesso si riscontrano eventi del ciclo di vita che portano a strategie di evitamento e che sono riconducibile a cause reattivo-situazionali. Spesso entrare in contatto con una persona philofobica sottopone ad un copione nel quale in una storia di corteggiamento apparentemente tutto è normale, ci si piace e c'è un'attrazione reciproca. Vari segnali indicano che l'attrazione, l'intimità stanno preludendo ad un'unione nascente, a una storia di condivisione di emozioni, interessi comuni, empatia reciproca. E' a questo punto che la persona affetta da una più o meno forma latente di philofobia mette in atto tutta una serie di meccanismi di difesa che mandano completamente in confusione l'altro membro della coppia: la persona scappa senza dare giustificazioni, dirada gli incontri, chiede di diminuire il numero di telefonte, cambia numero di telefono, divieti di essere contattati o di inviare comunicazioni, motivazioni che spesso vogliono confermare di non avere interesse e di non volerne più sapere della relazione, anche e sopratutto se l'altra persona è innamorata. Nelle forme più gravi ci possono essere azioni aggressive
Le cause di tali reazioni possono essere anche ricercate nella sofferenza, del soggetto che soffre di philofobia, per una relazione chiusasi anche da tempo e rispetto alla quale non si è mai ricucita veramente la delusione e il dolore sofferti. Il soggetto, in una prima fase del disturbo può attivare un ritiro sociale per evitare qualsiasi forma di coinvolgimento, e nei casi più gravi può arrivare ad evitare il contatto con la famiglia, i colleghi di lavoro, i vicini di casa e gli amici. I sintomi della philofobia non sono soltanto emotivi e cognitivi ma è presente un corollario di sintomi tipici dei disturbi d'ansia che prendono il sopravvento e sono maggiormente visibili rispetto agli altri. La persona che soffre di philofobia può scoprirsi di avvertire i sintomi quando è in presenza della persona della quale può essere attratto/a emozionalmente o fisicamente. Questi sintomi fisici possono culminare spesso in qualcosa simile ad un attacco di panico classico, con il soggetto che avverte una sensazione di emergenza, un battito cardiaco rapido o irregolare, sudorazione, difficoltà gastrointestinali e il desiderio schiacciante di lasciare o chiudere velocemente e una volta per tutte la situazione con la persona della quale si è inevitabilmente attratti.

Lo psicoanalista Jacobson ha descritto il disagio vissuto da una persona affetta da philofobia come il timore di perdere i confini di se stesso/a, di lasciarsi andare, e il sentimento dell'altra persona è vissuto come affogante: il desiderio di unirsi coincide con la paura di fondersi. Nel momento in cui prevale la paura di fondersi, si sfocia nella Philofobia, rovinando il bello di un amore, dare e ricevere, amare e lasciare che qualcuno possa amare.


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Inconveniente messaggeria



A causa di un inconveniente tecnico in fase d accertamento non ho potuto rispondere ai messaggi di richiesta approfondimento che mi sono pervenuti attraverso il modulo on-line presente nella sezione SexoPost@. Invito tutti coloro che mi avessero scritto negli ultimi 10 giorni attraverso il modulo  on-line di inoltrare nuovamente le loro richieste attraverso l'indirizzo e-mail      dessi-antonio@tiscali.it specificando un indirizzo  email di riferimento per poter ricevere la risposta.

Per coloro che avessero invece richiesto attraverso lo stesso modulo online informazioni per concordare un incontro di consulenza, invito cortesemente a segnalare un recapito di riferimento, email se si utilizza la posta elettronica, numero di cellulare se si utilizza il cellulare di servizio o la segreteria telefonica. Purtroppo ad alcuni messaggi non ho potuto rispondere per l'inesattezza dell'email indicata.
Ricordo a tutti coloro che volessero concordare un incontro di consulenza che i tempi di attesa sono di circa 7-10 giorni e che è possibile prenotarsi per una consulenza individuale o di coppia utilizzando il cellulare di servizio 392.1350189 (non riceve SMS) dal lunedì al venerdì dalle 13.30 alle 14.30 o lasciando un messaggio in segreteria per essere ricontattati il prima possibile.
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Che cos'è l'omofobia?



Spesso il termine omofobia si riduce ad un'immagine, una scritta: l'omofobia è molto di più.
L'omofobia è un termine che talvolta viene pronunciato, sopratutto davanti a gravi casi,  ma sono ancora troppo pochi coloro che hanno il coraggio di approfondirne il significato. L'omofobia è l'espressione più visibile del pregiudizio rivolto contro le persone omosessuali, e si manifesta fondamentalmente attraverso il pregiudizio, la discriminazione istituzionalizzata, e l'omofobia interiorizzata.
Riguaro i temi dell'omosessualità, il pregiudizio su base omofobica è rappresentato da una serie di pensieri e atteggiamenti che sfociano in comportamenti di chiusura e talvolta di ostilità verso una persona di orientamento sessuale diverso dal proprio.

Gli atteggiamenti e pensieri che si traducono in azioni negative nei confronti delle persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali hanno molte sfumature. Si passa da un tipo di tolleranza che non implica necessariamente il rispetto, al disagio e all’avversione esplicita, per culminare in manifestazioni di discriminazione, ostilità e nei casi più gravi, violenza.

La denominazione di tali atteggiamenti e comportamenti come omofobia  è il risultato del lavoro di studiosi come Hudson e Ricketts che nel 1980  hanno voluto includere, nel significato attribuito al termine  omofobia, anche gli aspetti emotivi che si traducono in quei sentimenti di ansia, disgusto, avversione, rabbia, paura e disagio che alcuni eterosessuali provano spesso, sia consapevolmente, sia inconsapevolmente, nei confronti di gay o lesbiche. Spesso non si è consapevoli di tali sentimenti e solo un aiuto specialistico può aiutare a liberarsene, specie se ad essere omosessuali sono persone care (figli, nipoti, fratelli, sorelle ecc...).

Alcuni studiosi hanno dedicato parte delle loro energie a studiare il fenomeno dell'omofobia e ad identificarne la dinamica in tre stadi, in crescendo, ciascuno dei quali più oppressivo del precedente:

1. Utilizzo di un linguaggio offensivo;
2. La discriminazione vera e propria;
3. La violenza fisica, psicologia e /o sessuale;

Sono eventi che ogni giorno riempiono le cronache dei giornali. Ultimamente gravi casi di omofobia sono stati messi in evidenza anche all'interno di una scuola, dove un ragazzo omosessuale di 12 anni è stato vittima di abusi sessuali e fisici da parte di un gruppo di bulli-omofobi.
Uno studioso di nome Herek nel 1991 ha individuato alcune cause di natura prettamente psicologica del pregiudizio alla base dell'omofobia. Una delle più comuni cause è la necessità insita in ogni società di aumentare la propria autostima e il proprio sesnso di appartenenza attraverso il biasimo per chi è diverso, la sua esclusione, il suo relegamento a posizioni marginali.

Quali sono gli elementi che ci segnalano che si è davanti ad un soggetto omofobo?

La lista non è certamente esaustiva, ma alcuni elementi sono comuni a tante persone che mostrano elevati livelli di atteggiamenti omofobici. Una delle più importanti studiose italiane di omofobia è Antonella Montano, dell'Istituto A.T. Beck di Roma, per il quale ho collaborato alla fase sperimentale di diverse ricerche sull'omofobia e l'omosessualità, che nei suoi articoli individua le seguenti caratteristiche.

*    Poca disponibilità ad avere contatti con uomini e donne dichiaratamente omosessuali;
*    Negazione di avere mai avuto fantasie o atteggiamenti omosessuali;
*    Tendenza a percepire i comportamenti di altri uomini o donne come devianti se si insinua il dubbio che i      propri interlocutori possano essere omosessuali;
*    I casi più gravi hanno un basso livello culturale, ma anche tra chi ha un alto livello culturale può nascondersi un perfetto omofobo;
*    Spesso sono persone con religiosità alta e alto senso del sacro e del culto, o comunque provenienenti da una cultura religiosa conservatrice;
*    Il loro approccio alla divisione dei ruoli nella società si basa sulla dicotomia di genere uomo/donna;
*   Atteggiamento restrittivo nei confronti della sessualità, vissuta spesso come colpa e fonte di vergogna;
*   Spesso hanno difficoltà a provare piacere sessuale, o vivono il piacere come se fossero spettatori del proprio corpo che compie l'atto sessuale;
*   Hanno generalmente un atteggiamento autoritario,
*   Gli individui omofobici ignorano e non hanno contatti con la comunità omosessuale, non conoscono la realtà gay, la temono, e ne hanno un'idea astratta basata sul sentito dire e sugli stereotipi sociali più comuni;


L'istituzionalizzazione  dell'omofobia riguarda tutte quelle forme entro cui il pregiudizio individuale si riflette visibilmente in molte delle nostre istituzioni e strutture della società: scuola, famiglia, ambienti lavorativi, vita religiosa, sport, media. Tale aspetto rinforza i pregiudizi indiviauli e mina il rispetto dei diritti civili degli omosessuali. favorendo il permanere di schemi rigidi di suddivisione netta dei ruoli all'interno della società.
Il 17 Maggio è la giornata internazionale contro l'omofobia. Per questa occasione ho deciso di postare il video dello spot internazionale contro l'omofobia, che ho trovato molto interessante e spero possa piacere a tutti i lettori di Sessuologia Cagliari Blog, o a chiunque passi di qui. L’omofobia è un fenomeno molto diffuso. Le persone omofobe spesso pensano che i gay e le lesbiche siano perversi e pericolosi, o comunque sbagliati, e questo spesso viene rinforzato a livello istituzionale da politici, dalla chiesa. L'omofobia si può manifestare a gradi, e a seconda del livello di pregiudizio e conseguente bagaglio emotivo sottostante, le reazioni di un omofobo di fronte a una persona omosessuale possono andare dal semplice disagio, alla paura fino alla violenza. Gli omofobi non riconoscono valore al sentimento d’amore omosessuale e non vogliono vederne riconosciuta l’esistenza. Dal momento che è molto diffusa, l’omofobia causa, ai gay e alle lesbiche, una serie di effetti sul piano sociale e personale, tra cui: le molestie verbali e fisiche, la sopportazione di pregiudizi diffusi nei più diversi ambienti sociali e professionali, le discriminazioni personali o istituzionalizzate, fino alle campagne anti-gay portate avanti da alcune organizzazioni politiche o culturali.


Continua con un prossimo articolo sull'omofobia ...











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Paura di amare (I parte)



L'amore non è un vestito già confezionato,
ma stoffa da tagliare, preparare e cucire.
Non è un appartamento "chiavi in mano",
ma una casa da concepire, costruire, conservare,
e spesso, riparare.
(M. Quoist)


La vita a due segue un percorso a fasi. Nella storia di una coppia è possibile individuare quegli elementi peculiari che crearono le condizioni necessarie per la prosecuzione del rapporto nel tempo.

Intorno agli anni '90 i sessuologi Master, Johnson e Kolodny nel testo Sex and Human Loving parlarono di disponibilità all'amore, una condizione psicologica che permette di innamorarsi quando si incontra la persona che risponde alle caratteristiche che più o meno consapevolmente si ricercano.

L'esperienza della disponibilità all'amore ha la caratteristica di evento subitaneo, estatico e dai sentimenti tumultuosi e intensi. E' un evento nella vita del soggetto che improvvisamente sorprende, coinvolgendolo in una situazione nuova, in cui gioca il ruolo principale è giocato dalla spontaneità attraente del rapporto.
Secondo questi autori sono quattro le componenti che porterebbero a fare esperienza della disponibilità ad amare.



1. Un atteggiamento positivo verso l'idea di innamorarsi. Affinché possa crearsi un tessuto emotivo che possa accogliere le emozioni provenienti dall'esperienza di contatto con l'altro fonte di attrazione è importante che il soggetto consideri l'amore come qualcosa di desiderabile e gratificante, e che abbandoni l'idea che il ruolo dell'innamorato/a porti in sè l'esperienza di debolezza e di minaccia della propria libertà personale. Le persone che mostrano avversione verso l'idea di innamorarsi, attuano una serie di stratagemmi per mantenere invariato e congelare il rapporto ad una fase di semplice conoscenza ed evitano ogni slancio che possa portare ad un'evoluzione affettiva, progettuale e relazionale del rapporto. La persona che sperimenta un'evitamento della condizione di disponibilità all'amore tende a pensare di non affezionarsi e a vedere tale come un risultato desiderabile.

2. Il bisogno di intimità - Se al cuore viene messo un sigillo nessuno potrà mai più entrarvi. Contrarimamente le persone che guardano positivamente alla disponibilità all'amore avvertono il bisogno di instaurare un rapporto intimo e profondo con un'altra persona. Nella fase di disponibilità all'amore l'intimità si esprime attraverso lo scambio di effusioni, attenzioni reciproche o quando si trova in uno stato di particolare complicità, affetto e comunicazione autentica e sincera dei sentimenti e delle sensazioni.
L'intimità, in questo senso, è anche avvicinata alla sessualità di coppia, di cui essa esprime l'aspetto emotivo più che quello strettamente erotico e fisico.
3. Il desiderio sessuale - Il desiderio sessuale è il terreno da cui si costruisce l'esperienza più intima con il partner, e non solo legata al sesso. Spesso le persone che vivono positivamente la fase di innamoramento attuano tutta una serie di comportamenti e gesti affinché l'intesa e il desiderio con il partner rimangano alti, appaganti e speciali. I partner che temono l'innamoramento tendono più o meno consapevolmente a boicottare questi messaggi o a squalificarli. Il desiderio sessuale può nascere nella fase di innamoramento anche a seguito di un periodo di privazione, ma può anche tradursi nel desiderio di vivere l'esperienza sessuale all'interno di una relazione sentimentale appassionata e appagante.
4. La fiducia di poter essere amati. E' di fondamentale importanza che i partner considerino se stessi come desiderabili non solo dal punto di vista dell'attrazione fisica, ma che sentano di essere degni di essere amati anche da un punto di vista interiore.


La disponibilità all'amore può comparire più volte e in determinati momenti della vita di una persona. Alcuni individui dichiarano di non averla mai sperimentata. Gli psicologi hanno coniato un termine per definire la paura d'amare, la philofobia, che identifica la paura d'innamorarsi e di essere innamorati.

La Philofobia può raggiungere delle fasi acute e nei casi più estremi si manifesta da un punto di vista del funzionamento psichico con strategie di evitamento, ed è spesso accompagnato da sintomi di natura fisica tipici dei disturbi d'ansia: dispnea, sudorazione eccessiva, nausea, tachicardia, agitazione.

Le cause possono essere ricercate nelle stategie difensive che la persona utilizza  ma anche a cause reattivo-situazionali che a seguito di esperienze passate hanno portato il soggetto a mettere in atto stili comportamentali rigidi e disfunzionali.



Nei prossimi giorni la seconda parte dell'articolo ....










 
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La voce del cuore




A una danzatrice negra
di Ndjock Ngana

Negra mia calda voce d'Africa

Terra d'enigma e frutto di ragione
Danza per la nuda gioia del tuo sorriso
Per l’offerta del tuo seno e di segrete virtù


Danza per l’aurea leggenda di notti nuziali
Per i tempi nuovi e i secolari ritmi
Negra infinito trionfo di sogni e di stelle
Amante docile alla stretta dei Kora


Danza per la vertigine
Per la magia delle reni che il mondo ricominciano
Danza sei

E intorno a me bruciano i miti
Intorno a me le parrucche del sapere
In gran fuochi di gioia nel cielo dei tuoi passi


Danza sei
E i falsi addii ardono nella tua fiamma verticale


Sei il viso dell’iniziato
Che sacrifica la follia ai piedi dell’albero-guardiano
Idea del Tutto sei e voce dell’Antico.


All’assalto delle chimere gravemente protesa
Sei il Verbo che esplode
In razzi miracolosi sulle rive dell’oblio.




 

Spesso l'ispirazione al cambiamento e al contatto con le emozioni viene catalizzato dalla bellezza delle parole, dal ritmo del suono della lingua che evoca associazioni di immagini, che imita il suono della natura, che si addentra negli stati interiori e più bui dell'animo umano. La bellezza dei versi di una poesia aiuta ad accedere ai propri vissuti, che spesso sono espressi attraverso metafore, immagini, suoni, che l'arte di autori come Ndjock Ngana sanno integrare e renderci.
Ndjock Ngana, scrittore e mediatore culturale è nato in Camerun nel 1952 e nel 1973 attraverso questa poesia di estrema bellezza ci accompagna a toccare con mano emozioni profonde, di terre lontane, di terre abbandonate, dove il dolore, l'essenziale, il valorizzare quello che si ha è il vero tesoro, la vera ricchezza.







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Coppia: La mappa dell'amore



Le relazioni e tutte le esperienze vissute nel corso della  vita contribuiscono alla formazione di modelli, che per vari aspetti orientano i nostri processi cognitivi (tra i quali la presa di decisioni) e, per quanto riguarda gli aspetti legati alla vita di coppia, rappresentano una matrice che ci orienterà a scegliere chi innescherà in noi il sentimeno amoroso, su come vivremo la fase di innamoramento e il coinvolgimento affettivo. I modelli mentali ci predispongono a vivere l'esperienza amorosa seguendo alcuni copioni che prediligono l'utilizzo di un certo corollario di sentimenti piuttosto che altri.

Nel 1984 il sessuologo americano John Money cercò di identificare il meccanismo attraverso il quale gli esseri umani vengono attratti da una persona piuttosto che un'altra: lo chiamò Love Map, o Mappa dell'amore. Da un punto di vista teorico la love map suggerisce che per ogni persona è una particolare caratteristica  o una particolare costellazione di caratteristiche del partner ad accendere l'amore romantico. La Love Map potrebbe essere considerata come un meccanismo involontario che funge da codice-guida, la cui funzione porterebbe ciascun individuo ad essere attratto da una persona piuttosto che da un’altra. Si parla addirittura di un modello presente nella nostra mente a livello più o meno cosciente costituito da una particolare costellazione di caratteristiche desiderate in relazione alla scelta del/della partner.

Secondo il sessuologo Money i bambini iniziano a sviluppare la loro Love Map a partire dai 5 anni.  Il modello mentale della Love Map si basa principalmente sulle influenze esercitate dalla famiglia, dagli amici e da altri sigifnicativi. Un bambino di 5 anni inizierà a costruire la sua Love Map, che userà anche da adulto, prendendo come modello per esempio il modo in cui i genitori dialogano, esprimono la loro approvazione o il disappunto, il loro modo di esprimere affetto e reciprocità, il loro modo di scherzare, di prendere decisioni e risolvere i problemi. Alcune caratteristiche rimangono maggiormente impresse perchè legate a particolari esperienze o perchè da un punto di vista cogntivo e comportamentale sono maggiormente associate ad esperienze emotivamente sgradevoli. Tali caratteristiche possono  essere apprese non solo dai genitori, ma anche da altri adulti di riferimento: vicini di casa, amici di famiglia, parenti.
In tal modo le esperienze e ad esse i ricordi ed emozioni associate gradualmente cominciano a formare uno schema mentale, un codice potenzialemte in grado di guidare l'individuo verso ciò che eccita o ciò che crea disgusto o repelle. Anche se le caratteristiche che compongono le Love Maps dipendono in gran parte dalle relazioni genitoriali, il peso di questa eredità non ci condiziona però in modo assoluto. Infatti è possibile, anche se solo in parte, rifiutare i modelli familiari e percorrere strade alternative opposte o integrative dei modelli interni e delle riflessioni maturate personalmente.
La Love Map contiene in sè l'eredità di tutte le esperienze significative, che dall'infanzia, che predispongono il soggetto ad innamorarsi di persone che possiedono determinate caratteristiche. Spesso si ha la sensazione di non capire bene cosa ci attrae di una determinata persona.

Presto la prossima parte dell'articolo ...

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Coppia: la scelta del partner



Le coppie che riescono a portare avanti una relazione equilibrata e di scambio affettivo, comunicativo, relazionale basato sulla reciprocità non sono sempre formate da partner che si integrano tra di loro. E' frequente imbattersi in persone che, per svariati motivi, hanno la percezione di poter avere un gran numero di potenziali partner fra cui scegliere. Questa tipologia di individui, affermano lo psicologo Alison Lenton dell’Università di Edimburgo e l’economista Marco Francesconi dell’Università di Essex, tendono a fare più attenzione a caratteristiche di tipo fisico, come l’altezza e il peso, la gestualità, il colore dei capelli o la forma delle unghie piuttosto che a fattori come l’istruzione, o le abitudini o fattori affettivi-relazionali, questi ultimi di fondamentale importanza per la creazione del Noi, una dimensione intima e di scambio reciproco, e bacino ,che entrambi i partner per un buon funzionamento della coppia dovrebbero alimentare, da cui attingere risorse ed energie per condividere emozioni, sentimenti, e stare assieme.

Una parte della letteratura psicologica individua nelle esperienze vissute nel corso della nostra vita, specie nei primi anni di vita, quegli elementi che nella mente dell'adulto diventano modelli, i quali, secondo diversi autori (Eysenck, 1984; William, 1990) determinerebbero gli elementi percettivi e affettivo-relazionali aventi il potere di innescare in noi l'amore, le modalità con cui viviamo la fase di innamoramento, e più in generale tutti quei comportamenti e stati emotivi e progettuali che condivideremo con la persona amata nelle diverse fasi della vita assieme.

La presenza di questi modelli mentali rende disponibile alla mente dell'adulto innamorato una serie di aspetti affettivi e copioni relazionali che verranno messi in atto quando si entra in contatto con la persona potenzialmente degna di amore.
Spesso quando ci si trova davanti alla persona fonte di attrazione e desiderio, con la quale si esprime più o meno esplicitamente la volontà di coinvolgimento più intimo al nostro progetto di vita è possibile, ad uno sguardo attento, riconoscere stili comportamentali peculiari e e l'utilizzo di modalità relazionali speciali, che in altre situazioni non si è abituati ad utilizzare. In particolar modo è come se fossimo inconsapevolmente programmati a reagire in modi prestabiliti nelle varie fasi di una storia d'amore e a determinarne il corso facilitandone alcuni sviluppi piuttosto che altri.

Diversi approcci psicoterapeutici, come per esempio le terapie ad approccio strategico, il modello integrato in sessuologia clinica e altre, offrono la possibilità di interventi terapeutici mirati ad identificare schemi comportamentali attraverso l'osservazione delle ricadute sui livelli di benessere individuale percepito e negoziare nuove forme da sostituire alle risposte disfunzionali.


La scelta del partner ideale è una decisione che si basa su fattori sia fisici che psicologici. Spesso si pensa che la perfetta complementarietà sia la soluzione migliore, ma non sempre è vero. Da un punto di vista fisico, la bellezza del partner è sicuramente un fattore decisivo nelle dinamiche di attrazione, ma secondo uno studio pubblicato sul Personality and Social Psychology Bulletin preso singolarmente non garantisce una buona qualità del rapporto.

(Continua nei prossimi giorni...)


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