Ansia: amica o nemica?



Sperimentare una situazione di ansia ci rimanda a situazioni in cui ci si sente imprigionati, si sperimenta la sensazione di soffocare, si ha la percezione di stare stretti in qualcosa o rispetto a qualcuno. L'ansia è accompagnata da emozioni quali la paura, la preoccupazione, l'apprensione, ed in generale ciò che può amplificarla sono i pensieri, tra i quali quello per cui tutto possa sfuggire di mano, il bisogno di trovare subito una soluzione, esperienze che prolungano lo stato ansioso portando a frustrazione e disperazione. L'ansia è una giostra ballerina: sale, scende, va a tutta velocità, continua a girare e il seggiolino che hai scelto è strettamente ancorato alla sua base. Come ci sei arrivato a sederti li? Chi soffre d'ansia resta dentro la postazione, legato, ed è come se non sapesse più scendere, non vede come è costruita la base della giostra, si dimentica che è sopra una giostra. Paura, vomiti per la velocità non fungono da fattore motivante per scendere. Ogni giro concluso, nuovo gettone. Si riparte, e il ciclo dell'esperienza ansiosa riprende.

Prima di parlare degli aspetti disfunzionali dell'ansia è importante riconoscere che l'ansia è un'emozione naturale e del tutto universale che è generata da un sistema psicologico di risposta alle situazioni di stress. In questo senso l'ansia funge da elemento che anticipa la percezione di una situazione pericolosa prima che questa si sia verificata. L'anticipazione dell'esperienza di pericolo è fondamentale per la messa in moto di risposte adattive che orientano l'individuo da un lato verso l'esplorazione, al fine di poterlo affrontare, dall'altro verso l'evitamento e la fuga. Queste due risposte sono fondamentali e del tutto adattive in quanto permettono all'essere umano un migliore adattamento alla realtà circostante.
Questo non significa però che tutte le fughe siano funzionali. Alcune tipologie ti fuga possono cristallizzarsi  ed irrigidirsi nelle modalità di risposta comportamentale dell'individuo e portare a sofferenza psichica ed impoverimento dell'espressione del suo potenziale.

L'ansia può essere costruttiva o distruttiva.

L'ansia, in senso costruttivo, è un elemento motivante. Essendo un'emozione fondamentale e spontanea, che primariamente ha l'obiettivo di protezione dalle minacce esterne, ci prepara all'azione e all'interazione con il mondo circostante. 
Ci consente di impegnarci in tutte quelle attività che svolgiamo e che dobbiamo portare a termine. Per esempio è il caso degli esami da sostenere che possono risultare poco interessanti. E' possibile superarli e studiare se alla base è presente una leggera ansia da prestazione. Lo stesso valga per esempio in ambito lavorativo, dove la presenza di questa è fondamentale per lo svolgimento delle attività con impegno. L'ansia non è solo presente in attività così complesse, ma anche in tutte quelle che all'apparenza potrebbero sembrarci banali, come per esempio arrivare puntuali ad un appuntamento, riuscire a prendere il treno nell'orario prestabilito ecc...

Gli aspetti descritti vanno a costituire una dimensione dell'ansia che potremmo definire come funzionale alla nostra sopravvivenza e indispensabile fattore motivante le nostre attività. In particolar modo queste tipologie di ansia rappresentano un ponte tra il mondo esterno e il mondo interno psichico della persona attraverso lo sviluppo di capacità finalizzate alla risoluzione di problemi e favorendo il nostro adattamento alla realtà esterna. Rappresentano pertanto elementi di crescita e potenziali di sviluppo della personalità.

E' frequente però riscontrare che non sempre siamo capaci di superare del tutto una situazione definita come pericolo, oppure sentirci in uno stato di allarme e attivazione davanti ad una situazione che non corrisponde ad un pericolo reale da fronteggiare. In questi casi la risposta ansiosa da naturale e orientata all'adattamento vira verso l'espressione di una irrealistica preoccupazione che va man mano a strutturarsi come elemento disgregante nell'individuo, perdendo le sue funzioni costruttive. In quel caso siamo davanti alla presenza di manifestazioni d'ansia che possono man mano strutturarsi come invalidanti, bloccare l'individuo in un circolo vizioso ansiogeno, e favorire l'insorgere di altri disturbi psichici o la riacutizzazione di disturbi sino ad allora latenti.

Disadattamento. L'ansia nemica è un'ansia che porta al disadattamento e attraverso un processo inverso rispetto all'ansia costruttiva, un progressivo distacco dalla realtà circostante. Spesso può capitare che questo avvenga per valutazioni errate che provengono dal nostro sistema cognitivo, ovvero da tutto ciò che ha a che fare con il processo di pensiero.
Le persone in genere sviluppano dei sistemi di fronteggiamento dell'ansia nemica, attraverso lo sviluppo di varie tipologie di comportamento. Ma in questo caso è come se si pretendesse di bloccare la giostra ballerina con la forza di un urlo. Le strategie comportamentali possono essere orientate verso un evitamento della fonte di ansia. Questi spesso intensificano il disturbo.
Ci possono essere poi dei casi in cui si può parlare di ansia generalizzata, una condizione che si manifesta con una impossibilità di ritrovare una causa dello stato ansioso. Questo avviene a causa di meccanismi psichici che portano l'individuo a perdere consapevolezza della propria fonte di ansia. La mente crea delle censure su pensieri, ricordi, emozioni spiacevoli, i quali, non essendo spariti, di tanto in tanto possono riemergere sotto forma di angoscia.


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