Dipendenza da sesso: quando il sesso fa soffrire



Mi rendo subito conto già dalla scelta del titolo a questo articolo che chi realmente ha un rapporto disturbato con il sesso certamente non pensa di soffrire. Ho scelto di iniziare ad affrontare questa tematica perché sempre più spesso mi rendo conto che sono davvero tante le persone che entrano nella gabbia della dipendenza sessuale. Ognuna con le proprie motivazioni ed eventi che l’hanno attivata. La dipendenza sessuale è una belva inferocita che si nutre della persona che ne soffre, annebbiandone la vista, congelandone i sentimenti e gli affetti, e talvolta provocando danni irreversibili alla salute.
La dipendenza sessuale è un disagio di natura psicologica molto diffuso, sia tra le donne, sia tra gli uomini ed è particolarmente difficile poterlo individuare perchéil sesso è diventato un contenitore sempre più utilizzato nella vita delle persone, e politicaly-correct. Si, come una sostanza stupefacente.
Il discorso non è certamente morale, perché potete ben capire che uno psicologo perfezionato in sessuologia clinica, non ha certamente un atteggiamento giudicante rispetto a queste tematiche, ma sicuramente di ricerca di senso. La parola “sesso” è diventata quasi nauseante nella nostra società. Si parla sempre di quel rapporto tra pene e vagina, si parla poco di contatto tra persone e l’utilizzo della sessualità come modalità di comunicazione tra individui. Rapporti a tre, multi-orgasmi, vagine volanti …
Così, il sesso svuotato, divenuto contenitore, diviene luogo dove anestetizzarsi dal proprio dolore, dalle proprie difficoltà, da un passato che brucia e non si è ancora compreso. Le storie dei dipendenti sessuali sono tutte diverse, ognuno ha lavorato tanto internamente per creare questo contenitore vuoto e prepararsi alle scariche orgasmiche. Rivestirsi velocemente e rientrare nelle proprie case. Per poi ricominciare il giorno dopo. Il sesso è una terribile maschera che convince il dipendente sessuale di non aver un problema, anzi.
La dipendenza sessuale è una relazione disfunzionale con il sesso in tutte le sue forme, anche nella masturbazione, perché un dipendente sessuale può farlo anche per più volte al giorno. Si può iniziare a parlare di questa forma di dipendenza quando l’inclinazione della persona a vivere la sessualità come una forma naturale evolve verso un’attività senza limiti o con la costante “ricerca di emozioni“, caratterizzata da un irrefrenabile aumento del desiderio sessuale, e il bisogno impellente che questo debba essere a tutti i costi soddisfatto. Il raggiungimento dell’orgasmo, per un dipendente sessuale, è una scarica che diviene quasi automatica, talvolta divenendo quasi anestetica, ovvero, svuotata del suo piacere occasionale, di incontro, di attesa. Il dipendente sessuale ha una difficoltà a rinunciare a mettere in atto i comportamenti sessuali che possono essere disfunzionali. Il desiderio sessuale trova una gettoniera istantanea che bypassa relazione, corteggiamento, attesa.
Sicuramente c’è da dire che gli esordi di una dipendenza sessuale vedono sempre la persona caratterizzata da un scarso livello di insight, ovvero di consapevolezza dei propri gesti. Talvolta possono esserci uomini che parlano delle loro ore di ritardo di rientro a casa per andare ad incontrare escort, prostitute, luoghi di battuage, bagni pubblici, o incontri piccanti “mordi e fuggi” in risposta ad annunci su siti dove alla parola “relazione” si esegue un esorcismo, totalmente svuotati del loro contenuto emotivo e relazionale. I dipendenti sessuali divengono come di pietra, verso se stessi, verso gli altri, in un processo che li porterà sempre più verso la devastazione e la costruzione di una vita di silenzi, di non detti, di impoverimento delle relazioni e spesso la sensazione di essere sporchi.
I dipendenti sessuali amano i momenti strategici della giornata: orari prima di iniziare il lavoro, pause pranzo, uscite prima dalla palestra o piscina, ritardi all’ora di cena. Il mondo dei dipendenti sessuali è un mondo privo di comunicazione e di relazione: ciò che interessa è raggiungere l’orgasmo, e godere dello sfregamento dei genitali. In solitudine, anche se molti poi parlano di “profonde” chiacchierate con le prostitute, che si travestono da psicologhe … E sai che profondità.
Il disagio inizia tendenzialmente, anche se non sempre è così, con processi illusori di pensiero, che sono fermamente saldati nel sistema di credenze del dipendente sessuale. Ognuno ha il suo. Spesso, per quanto ad uno sguardo ingenuo possa sembrare tutto il contrario, il dipendente sessuale è spesso influenzato dalla percezione di sé come persona indegna, ed in generale alla continua constatazione che nessuno potrà appagare e soddisfare i propri bisogni. Nella totale sfiducia di sé e ovviamente verso gli altri, il dipendente sessuale costruisce un sistema conoscitivo della realtà al limite del paranoico, e il sesso rappresenta il raggiungimento di qualcosa, anche se poco.
L’inganno del sesso è quello di dare l’illusione di controllo e di capacità di decisione, mentre lentamente si sprofonda nel baratro. La caratteristica principale di chi soffre di questo disagio è la negazione, a sé stessi e agli altri, sulla presenza di un effettivo problema. La capacità di ignorare il disagio, la sofferenza, attribuire colpe agli altri e la tendenza a minimizzare i propri comportamenti, sono tutti metodi di difesa della persona che soffre di dipendenza sessuale.
Questo atteggiamento non è volontario. Il sesso rappresenta qualcosa di “non grave” rispetto ad altre dipendenze: pensiamo alla droga, all’alcool ecc… Anzi, talvolta lo svelamento di diverse sessioni sessuali alla settimana potrebbe portare il dipendente sessuale ad essere considerato uno che veramente ci sa fare. Niente di tutto ciò.
Le conseguenze del comportamento sessuale del dipendente sono varie, dalle malattie sessualmente trasmesse, alle gravidanze indesiderate, ai problemi con la giustizia sino all’arresto, alla perdita del lavoro, rottura della relazione con i partner… contagio di malattie sessuali ai partner inconsapevoli sino ad allora della vita parallela del proprio partner dipendente sessuale.
Per i dipendenti sessuali l’esperienza sessuale di sviluppa in un ciclo che contempla quattro fasi, che si rafforzano vicendevolmente ad ogni ripetizione.
Preoccupazione. La fase della preoccupazione è un momento in cui il dipendente sessuale inizia a togliere la propria maschera ed inizia a sentirsi attivato da un punto di vista fisiologico. Tendenzialmente i pensieri si raggruppano e polarizzano verso un unico senso:desiderio di avere un rapporto sessuale. Il sesso non è un’attività piacevole, è quel momento di scarica. Il dipendente sessuale non riesce a controllare il proprio impulso e minimizza i suoi comportamenti. Lo stato mentale che si crea è di tipo ossessivo, legato alla ricerca di stimoli sessuali.
Ritualizzazione. La fase di ritualizzazione contempla le abitudini speciali del dipendente sessuale, che lo porteranno al comportamento sessuale.  Il rituale intensifica la preoccupazione, ma allo stesso tempo aggiunge eccitazione allo stimolo.
Comportamento sessuale compulsivo. Il comportamento sessuale manifesto è lo scopo finale della preoccupazione e della ritualizzazione. I dipendenti sessuali non hanno controllo su questo e non riescono razionalmente a smettere tale comportamento.
Disperazione. In questa fase il dipendente sessuale che ha sviluppato un minimo di capacità di insight si rende conto che il comportamento sessuale è fuori controllo e che, dopo l’orgasmo, hanno agito a seguito di una totale impotenza.
Il tema delle dipendenze sessuali è molto vasto e come detto precedentemente ogni dipendente sessuale ha una propria storia dove questo sintomo si sviluppa. La forza di questo sistema è lo sviluppo costante di un intricata e capillare organizzazione che intercetta questo disagio. Escort, prostitute, luoghi di incontro, bagni pubblici, divengono terreno dove i dipendenti sessuali si rivolgono per dare un senso a sé stessi/e.
Uscire dalla dipendenza sessuale è possibile, se si ha la volontà di farlo e di mettere in gabbia finalmente una belva che divora sé stessi e la propria vita.
(continua …)


Responses

0 Respones to "Dipendenza da sesso: quando il sesso fa soffrire"

|
 
Return to top of page Copyright © 2010-2013 | E' espressamente vietato riprodurre e diffondere, integralmente o parzialmente, i contenuti di Sessuologia Cagliari Blog senza autorizzazione scritta dell’autore e senza citarne la fonte. Per richiedere l'autorizzazione consultare la sezione Informazioni e Contatti. Create by HackTutors